Scienza

La violenza è connaturata nel genere umano

La cosiddetta "civiltà moderna" non è meno bellicosa delle antiche popolazioni di cacciatori raccoglitori: sono solo cambiate le armi e le percentuali dei morti in battaglia.

Ci diciamo nati in un'epoca civile, che nella comune opinione è meno brutale rispetto al passato. Eppure, le moderne società di Homo sapiens organizzate in Stati non sono meno violente delle antiche popolazioni di cacciatori-raccoglitori o delle attuali comunità tribali.

Lo sostengono su Current Anthropology alcuni scienziati della Florida State University, che contraddicono così un famoso studio di psicologia di qualche anno fa. Nel 2011 Steven Pinker (Università di Harvard, Usa) aveva concluso che l'umanità si stesse muovendo verso una direzione di progressiva stabilità e pace. Lasciati alle spalle i tempi bellicosi, ci troviamo - secondo Pinker - nell'epoca più sicura a cui la Terra abbia mai assistito.

La conta dei danni. Per l'attuale ricerca sono stati confrontati i dati demografici e quelli sulla morte dovuta a conflitto di 11 comunità di scimpanzé, 24 gruppi umani non organizzati in Stati, 19 nazioni che hanno partecipato alla Prima guerra mondiale e 22 che hanno preso parte alla Seconda. Gli scimpanzé sono stati inclusi nello studio perché, come l'uomo, attaccano e uccidono individui appartenenti ad altri gruppi, un comportamento per certi versi assimilabile alla guerra.

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L'evoluzione delle aggressioni letali nei mammiferi: alcuni gruppi (rosso) sono più violenti di altri, di colore giallo o più chiaro. La posizione dell'uomo tra i primati è segnata con un triangolino rosso (più o meno a "ore 11"): clicca sull'immagine per ingrandirla (leggi anche la violenza umana ha radici antiche). © J. M. Gómez et al. Nature 1–5 (2016)

Altre modalità. I dati dimostrano che le piccole comunità non organizzate - o "non civilizzate", se preferite - non sono e non erano più violente, ma soltanto più vulnerabili. Con la crescita della popolazione e il progresso tecnologico è cambiato il modo in cui le armi fanno danno: si sono ridotti i conflitti corpo a corpo e sono aumentati gli attacchi a distanza e su larga scala, come i bombardamenti aerei e missilistici.

Questione numerica. La guerra pre-industriale appare più violenta perché porzioni più significative delle ridotte comunità venivano decimate: in pratica ci sentiamo più sicuri soltanto perché le morti per conflitto sono "diluite" su un gran numero di sapiens. Queste stesse, popolose società umane potrebbero invece avere un alto potenziale per azioni pacifiche, cerca di concludere ottimisticamente lo studio.

3 novembre 2017 Elisabetta Intini
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