Scienze

La sfortuna (e i combustibili fossili) dietro la fine dei dinosauri

Soltanto il 13% della superficie terrestre giaceva su depositi di idrocarburi abbastanza ricchi da provocare, in caso di impatto, un inverno nucleare. L'asteroide si schiantò proprio lì.

Fu soprattutto il sito di impatto dell'asteroide che si schiantò sulla Terra 66 milioni di anni fa, a determinare la fine dei dinosauri. Se avesse colpito un'altra area probabilmente le conseguenze non sarebbero state altrettanto apocalittiche, per loro.

Il luogo peggiore. Secondo uno studio giapponese pubblicato su Scientific Reports le probabilità che un asteroide, anche se di 12 km di diametro, potesse innescare un'estinzione di massa erano basse per l'87% della superficie terrestre. Il restante 13% era invece ricco di idrocarburi, in quantità tali che un impatto meteorico avrebbe sollevato ceneri e aerosol capaci di avvolgere il pianeta in un inverno atomico: la penisola dello Yucatan era una porzione di quello sfortunato, piccolo 13%.

inverno perenne. L'asteroide di Chicxulub determinò la scomparsa dei rettili preistorici (e del 75% di tutte le forme di vita sulla Terra) perché diede origine a devastanti incendi che rilasciarono ceneri e aerosol a base di zolfo nell'alta atmosfera. Queste bloccarono i raggi solari raffreddando la superficie terrestre anche di 10 °C. Nel nuovo habitat freddo, arido e senza cibo, i dinosauri - che per la verità già erano sulla strada del declino - non sopravvissero.

Bomba a orologeria. Il masso celeste, che lasciò un cratere largo 180 km e profondo 20, colpì depositi di idrocarburi come petrolio, metano e cherogene (una miscela di composti chimici organici). Se si fosse schiantato su di un'area meno ricca di queste sostanze, il raffreddamento atmosferico sarebbe stato di gran lunga inferiore.

Un disegno che mostra le proporzioni del cratere che si formò in seguito all'impatto di un asteroide di circa 10 chilometri di diametro, 66 milioni di anni or sono.

I calcoli. Kunio Kaiho e Naga Oshima (Università di Tohoku) hanno calcolato la quantità di cenere e solfati necessaria a scatenare un'estinzione di massa come quella del Cretaceo: l'asteroide avrebbe dovuto sollevare tra i 230 e i 2.300 milioni di tonnellate di ceneri, e appunto solo il 13% della superficie della Terra avrebbe potuto originarne tanti.

Doveva succedere... Non è la prima volta che gli scienziati sottolineano il "fattore sfortuna" nella fine dei dinosauri. Qualche mese fa, uno studio americano aveva concluso che se l'asteroide fosse entrato in atmosfera qualche secondo prima o qualche secondo dopo, per effetto della rotazione terrestre sarebbe precipitato in mare e non sull'attuale Messico, con conseguenze meno drammatiche. Nel 2014, un'altra ricerca stabilì che se il masso fosse caduto in un'epoca diversa, di maggiore diversificazione e resilienza per i dinosauri, questi non si sarebbero estinti.

12 novembre 2017 Elisabetta Intini
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