La sesta estinzione

Secondo una recente ricerca circa 260 milioni di anni fa ci fu un’estinzione che in alcune aree del pianeta fece scomparire fino all’87% della vita.

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Sessantasei milioni di anni fa vi fu l'estinzione più famosa. Essa decretò tra l'altro le fine dei dinosauri e di molti altri rettili. |

Negli ultimi 450 milioni di anni la Terra ha visto succedersi ben 5 estinzioni di massa, tutte ampiamente studiate dai geologi grazie a reperti fossili, scavi, datazioni e altre tecniche. Un'estinzione di massa è la rapida sparizione della maggior parte delle forme di vita sul pianeta, causata da un evento drammatico come la caduta di un asteroide o cambiamenti climatici rapidi e molto profondi.

 

Ora una nuova ricerca avrebbe raccolto sufficienti dati per aggiungere una sesta estinzione di massa a quelle già note, nel Capitaniano, un periodo geologico compreso tra 265,8 e 260,4 milioni di anni fa. In particolare, l’evento si sarebbe verificato 262 milioni di anni or sono. I ricercatori, guidati da David Bond dell’Università di Hull, hanno presentato la ricerca e i risultati sul Geological Society of America Bulletin.

 

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La prova del Nord. Era noto che 262 milioni di anni fa si verificò una crisi della vita sul pianeta, lo si sapeva da circa 20 anni, ma i dati si basavano solo su ricerche condotte nelle aree tropicali. Bond - che si definisce esploratore vecchio stile - ha deciso di cercare altre prove e ha puntato verso le isole Spitsbergen, a nord della Norvegia. Le ricerche, iniziate nel 2011, sono durate fino a quest’anno.

 

Meta della ricerca è stata la formazione Kapp Starostin, una serie di rocce che hanno uno spessore di circa 400 m e che si sono depositate in un periodo di tempo lungo 27 milioni di anni. Sono stati studiati fossili di brachiopodi e molluschi bivalvi molto diffusi prima dell’ipotizzata estinzione. Ma tra gli strati delle rocce, a un certo punto si osserva che - nell’arco di poche migliaia di anni - si ha una caduta dell’87% delle specie di brachiopodi e di bivalvi: in un'area continua se ne trovano a profusione, in un'altra sono quasi del tutto assenti. E questo è un chiaro indice dell’estinzione, e la datazione delle zone fa coincidere l'evento con quello di cui si sono trovati riscontri ai tropici.

 

L’estinzione potrebbe essere stata innescata da una imponente serie di eruzioni vulcaniche che si verificò nella regione sud-occidentale del Sichuan (Cina). Le eruzioni immisero in atmosfera grandi quantità di anidride carbonica, che precipitando negli oceani li acidificò al punto da causare una drammatica moria di organismi viventi.

 

Brachiopodi e bivalvi si estinsero quasi completamente. |

Ripresa, poi nuova fine. Alla fine di quel periodo, brachiopodi e bivalve ripresero a diffondersi in grandi quantità ma non per molto: la vita era alle soglie di un'altra estinzione di massa, ancora più drammatica, nel Permiano.

 

L’estinzione del Permiano, 251 milioni di anni fa, è una delle 5 già note. Era stata preceduta da altre due, la prima 450 milioni di anni or sono e la seconda 377 milioni di anni fa. Dopo quella del Permiano se ne ebbero altre due: una 203 milioni di anni fa e un’altra 66 milioni di anni or sono. Quest'ultima è la più nota, per aver visto la scomparsa dei dinosauri.

 

I dubbi. La "nuova" estinzione ipotizzata da Bond non è ben accetta da tutti i paleontologi: tra gli scettici, Matthew Clapham, dell’Università della California, sostiene che la cosiddetta estinzione del nord del mondo non fu causata dal medesimo evento che portò alla crisi della vita nelle aree tropicali. Ulteriori studi permetteranno di scoprire eventuali connessioni.

 

22 aprile 2015 | Luigi Bignami