Scienza

La retina a energia solare

I ciechi un giorno potrebbero riacquistare la vista grazie a un micro congegno alimentato a energia solare che "lavora" al posto della retina danneggiata.

La retina a energia solare
I ciechi un giorno potrebbero riacquistare la vista grazie a un micro congegno alimentato a energia solare che "lavora" al posto della retina danneggiata.

Un minuscolo congegno a energia solare potrebbe restituire la vista ai ciechi.
Un minuscolo congegno a energia solare potrebbe restituire la vista ai ciechi.

Una delle principali cause della cecità, che affligge diversi milioni di persone nel mondo, è il danneggiamento della retina.
Di recente l'ingegnere Laxman Saggere, dell'università dell'Illinois a Chicago, ha messo a punto un particolare micro-congegno ad energia solare che, impiantato nell'occhio, potrebbe restituire alla retina danneggiata la capacità di catturare di nuovo la luce e ridare la vista a chi l'ha persa.
Nel profondo degli occhi. Per capire come funziona l'invenzione di Saggere è necessario conoscere il funzionamento dei nostri occhi e, in particolare, il ruolo di retina e fotorecettori.
La retina è la membrana più interna del nostro occhio e, con le sue cellule sensibili alla luce chiamate fotorecettori (coni e bastoncelli), invia al cervello, attraverso il nervo ottico, tutte le informazioni che riceve. I coni sono i fotorecettori che si attivano per il riconoscimento dei colori e che operano in condizioni di intensa luminosità. Al contrario, i bastoncelli agiscono solo in situazioni di scarsa luce e non riconoscono i colori. Tramite i neurotrasmettitori quindi i segnali ricevuti dalla retina sono trasmessi al cervello.
Alcune malattie come la retinite pigmentosa o la degenerazione maculare senile distruggono questi fotorecettori e le possibilità per la retina di mandare le informazioni al cervello, portando gradualmente alla cecità.
Occhio non vede. Per sostituire i fotorecettori danneggiati Saggere ha sviluppato una microstruttura capace di assorbire la luce. È composta da una serie di dischi flessibili di silicio (1,5 millimetri di diametro e 15 micron di spessore) che fungono da recettori artificiali e che si azionano con l'energia solare. Il sistema è in grado di catturare ogni minimo raggio di luce che colpisce la retina. In questo modo, anche se i recettori originali sono fuori uso, al cervello arrivano lo stesso tutti i dettagli di un'immagine.

(Notizia aggiornata al 8 maggio 2006)

5 maggio 2006
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