La megafauna e la cacca perduta

Uno studio chiarisce il ruolo essenziale dei grandi animali del passato nel trasferire fertilizzanti naturali dal mare ai fiumi, alla terraferma. Un ciclo benefico che ora soffre.

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Le balene, importanti anche quando... si liberano.|Francois GohierVWPics/Redux/contrasto

Balene, erbivori giganti, pesci migratori e uccelli marini hanno giocato, storicamente, un ruolo fondamentale nel mantenere la Terra fertile, trasportando le sostanze nutrienti dal fondo alla superficie dei mari, e da qui fino a fiumi, entroterra e cima delle montagne.

 

Il declino della megafauna ha gravemente danneggiato questo positivo ricircolo di sostanze nutrienti: è quanto emerge da una ricerca guidata dall'Università di Oxford e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Ciclo interrotto. Sulla Terra, la capacità degli animali di trasferire - attraverso spostamenti e migrazioni - i nutrienti al di fuori degli "hotspot" in cui vivono è precipitata all'8% rispetto al passato, e cioè a prima dell'estinzione di almeno 150 specie di grandi mammiferi appartenenti alla megafauna. In mare, a causa della caccia massiccia condotta dall'uomo negli ultimi secoli, la capacità delle balene di smuovere il fosforo dai fondali marini e trasferirlo in superficie si è ridotta di oltre il 75%.

 

«La rottura di questo circolo globale può indebolire la salute degli ecosistemi e incidere su pesca e agricoltura» spiega Joe Roman, biologo dell'Università del Vermont (USA), tra gli autori dello studio. La ricerca è la prima a far emergere con chiarezza il ruolo dei grandi animali nel funzionamento di questa catena di distribuzione, finora attribuito soprattutto a batteri e fitoplancton.

 

Concimatori naturali. Prima dell'avvento dell'uomo moderno, sulla Terra mandrie di bisonti, gonfoteri (grandi mammiferi a quattro zanne non molto diversi dagli elefanti) e altri erbivori extralarge digerivano grandi quantità di piante, portandone i nutrimenti anche in aree lontane dai terreni di foraggiamento, attraverso gli escrementi e, dopo la morte, con la decomposizione.

 

Schema della passata circolazione annuale di fosforo a opera dei grandi animali. I disegni in grigio indicano le specie estinte. | PNAS; designer: Renate Helmiss

Nutrienti perduti. In mare, prima dell'avvento della pesca commerciale, si stima che le balene potessero smuovere dai fondali 340 milioni di kg di fosforo ogni anno, e che uccelli marini e pesci migratori ne portassero sulla terraferma e nei fiumi oltre 136 milioni di kg, una quantità diminuta del 96%.

 

Ripristinare parte di questi antichi ecosistemi, per esempio proteggendo i grandi mammiferi marini, potrebbe portare benefici a catena sull'intero ciclo agricolo, fertilizzando luoghi altrimenti poco produttivi.

 

 

27 Ottobre 2015 | Elisabetta Intini