Scienze

La megafauna e la cacca perduta

Uno studio chiarisce il ruolo essenziale dei grandi animali del passato nel trasferire fertilizzanti naturali dal mare ai fiumi, alla terraferma. Un ciclo benefico che ora soffre.

Balene, erbivori giganti, pesci migratori e uccelli marini hanno giocato, storicamente, un ruolo fondamentale nel mantenere la Terra fertile, trasportando le sostanze nutrienti dal fondo alla superficie dei mari, e da qui fino a fiumi, entroterra e cima delle montagne.

Il declino della megafauna ha gravemente danneggiato questo positivo ricircolo di sostanze nutrienti: è quanto emerge da una ricerca guidata dall'Università di Oxford e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences.

Ciclo interrotto. Sulla Terra, la capacità degli animali di trasferire - attraverso spostamenti e migrazioni - i nutrienti al di fuori degli "hotspot" in cui vivono è precipitata all'8% rispetto al passato, e cioè a prima dell'estinzione di almeno 150 specie di grandi mammiferi appartenenti alla megafauna. In mare, a causa della caccia massiccia condotta dall'uomo negli ultimi secoli, la capacità delle balene di smuovere il fosforo dai fondali marini e trasferirlo in superficie si è ridotta di oltre il 75%.

«La rottura di questo circolo globale può indebolire la salute degli ecosistemi e incidere su pesca e agricoltura» spiega Joe Roman, biologo dell'Università del Vermont (USA), tra gli autori dello studio. La ricerca è la prima a far emergere con chiarezza il ruolo dei grandi animali nel funzionamento di questa catena di distribuzione, finora attribuito soprattutto a batteri e fitoplancton.

Concimatori naturali. Prima dell'avvento dell'uomo moderno, sulla Terra mandrie di bisonti, gonfoteri (grandi mammiferi a quattro zanne non molto diversi dagli elefanti) e altri erbivori extralarge digerivano grandi quantità di piante, portandone i nutrimenti anche in aree lontane dai terreni di foraggiamento, attraverso gli escrementi e, dopo la morte, con la decomposizione.

Schema della passata circolazione annuale di fosforo ad opera dei grandi animali. I disegni in grigio indicano le specie estinte. © PNAS; designer: Renate Helmiss

Nutrienti perduti. In mare, prima dell'avvento della pesca commerciale, si stima che le balene potessero smuovere dai fondali 340 milioni di kg di fosforo ogni anno, e che uccelli marini e pesci migratori ne portassero sulla terraferma e nei fiumi oltre 136 milioni di kg, una quantità diminuta del 96%.

Ripristinare parte di questi antichi ecosistemi, per esempio proteggendo i grandi mammiferi marini, potrebbe portare benefici a catena sull'intero ciclo agricolo, fertilizzando luoghi altrimenti poco produttivi.

27 ottobre 2015 Elisabetta Intini
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