La DARPA è la maggiore finanziatrice delle tecniche di gene drive

L'agenzia del Dipartimento della Difesa USA avrebbe investito 100 milioni di dollari nelle tecniche per l'estinzione genetica, finora studiate per eradicare i parassiti. Crescono i timori per le possibili applicazioni militari, e per le conseguenze ecologiche all'esterno dei laboratori.

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Le tecniche di gene drive attirano l'interesse - e i soldi - della DARPA.|Shutterstock

La DARPA, l'agenzia che per il Dipartimento della Difesa americana si occupa dello sviluppo di tecnologie militari, avrebbe investito 100 milioni di dollari (84 milioni di euro circa) nella ricerca sulle tecnologie di gene drive, che permettono di indurre il declino di una specie dannosa agendo direttamente sui suoi geni. Sarebbe insomma il primo finanziatore al mondo di queste tecniche: lo rivelano alcuni documenti ottenuti dalla ONG Etc Group e visionati dal Guardian, che riporta la notizia.

 

Nelle mani di pochi. Anche se i gene drive (drive genetici), che permettono di estendere alterazioni genetiche a un'intera specie nel giro di poche generazioni, sono al momento quasi esclusivamente usati per provare a eradicare parassiti dannosi, come le zanzare che veicolano la malaria, il massiccio investimento di un'agenzia militare in questo settore preoccupa a livello internazionale.

 

Derive incontrollabili. I timori si concentrano sul fronte di una possibile deriva militare delle tecniche, e sul fatto che le ricadute a livello ambientale di una eventuale "perdita di controllo" di queste tecnologie non sono ancora note. Ciò che rende controverso questo campo di studi è infatti il timore che le mutazioni si diffondano in modo incontrollato, anche a discapito di altre specie.

 

Tema caldo. Della questione si discuterà nella riunione della Convenzione per la diversità biologica in programma per oggi a Montreal (Canada). Sono forti le pressioni per imporre una moratoria sulla ricerca in questo campo per il prossimo anno, in attesa di conoscere meglio le conseguenze a catena di tecniche di questo tipo (facilitate dall'enorme sviluppo delle "forbici molecolari" come la CRISPR). L'ipotesi dell'utilizzo di queste tecnologie come armi biologiche non è al momento sul tavolo, ma la notizia degli ingenti investimenti alimenta le tensioni.

 

A che cosa servono. I drive genetici consentono di far passare una specifica mutazione genetica - per esempio, quella che rende le zanzare inattaccabili dal plasmodio della malaria - alla quasi totalità delle generazioni successive e non solo al 50% della prole, come accadrebbe in natura. Ma se l'intento è nobile, poco ancora si sa sugli effetti che una simile mutazione potrebbe avere una volta introdotta in natura - si interviene comunque per alterare un ciclo biologico ben consolidato.

 

Dal canto suo la DARPA afferma che la stima riguarda anche ricerche correlate, e che le sue priorità rimangono di difesa: queste tecnologie sarebbero troppo pericolose, se finissero nelle mani sbagliate.

05 Dicembre 2017 | Elisabetta Intini