La coda piumata di un dinosauro conservata nell'ambra

Apparteneva a un teropode vissuto 99 milioni di anni fa, forse incapace di volare. Il reperto trovato in un mercato birmano offre uno scorcio senza precedenti sull'evoluzione delle penne.

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La coda piumata incastonata nella resina. | R.C. MCKELLAR, ROYAL SASKATCHEWAN MUSEUM

La coda di un dinosauro del Cretaceo, completa di vertebre, tessuti molli, ma soprattutto di piume, è stata conservata fino ad oggi in una goccia d'ambra: l'eccezionale scoperta descritta su Current Biology, è destinata a dare un fondamentale contributo nello studio dell'evoluzione del piumaggio nei rettili e negli uccelli preistorici.

 

In una bancarella. Il campione di resina fossile, dal nome scientifico di DIP-V-15103 , ma ribattezzato "Eva" come la moglie di Philip Currie, uno degli autori, proviene da una miniera della Valle di Hukawng nello stato del Kachin, in Myanmar, ed era stato acquistato nel 2015 in un mercato birmano locale, dove l'ambra è solitamente venduta come gioiello.

 

Un dettaglio delle piume di dinosauro intrappolate nell'ambra. | R.C. MCKELLAR, ROYAL SASKATCHEWAN MUSEUM

Mai prima d'ora. Un gruppo di paleontologi di Cina, Canada e Gran Bretagna, finanziato dalla National Geographic Society, ha poi analizzato il reperto, che ha circa 99 milioni di anni ed è il primo a intrappolare una coda di dinosauro completa di pium. Penne del Cretaceo erano state trovate prima d'ora, così come tracce di piumaggio nei reperti fossili. Ma è la prima volta che è possibile associare chiaramente piume molto ben conservate a un rettile preistorico.

 

Le ossa. Il fossile misura circa 3,5 cm ed è ricoperto da una serie di piume lanuginose e disordinate, di color nocciola con l'interno bianco. Le analisi microscopiche e ai raggi X hanno rivelato la presenza di 8 vertebre nella parte rimasta: complessivamente, la coda doveva comprenderne più di 25.

 

Ricostruzione dei tessuti originari e della disposizione delle piume. | R.C. MCKELLAR, ROYAL SASKATCHEWAN MUSEUM

Il proprietario. Si pensa potesse appartenere a un giovane celurosauro, un dinosauro teropode (come i tirannosauri e i velociraptor) in questo caso non più grande di un passero, probabilmente incapace di volare. La presenza di vertebre articolate, e non fuse in un unico osso caudale mobile, il pigostile (tipico degli uccelli) ha spinto a scartare l'ipotesi che il reperto appartenesse a un uccello preistorico.

 

Funzione. Inoltre le piume hanno una conformazione aperta e disordinata, più simile a quella di piume ornamentali che alle precise ramificazioni delle penne degli uccelli, che hanno una rigida struttura centrale (rachide) e diramazioni sempre più sottili. Questo piumaggio doveva quindi essere inadatto al volo e avere più che altro una funzione segnaletica, mimetica o di regolazione della temperatura.

 

Ferro. L'analisi chimica del reperto - resa possibile da una sezione nell'ambra, che ha permesso di arrivare alla superficie delle piume - ha rilevato tracce di ferro, un retaggio dell'emoglobina un tempo presente nei tessuti dell'animale. Da questa sostanza di potranno forse in futuro estrarre altre informazioni sul colore, o sulla pelle del pennuto.

 

9 dicembre 2016 | Elisabetta Intini