La carica degli umanoidi

20041715562_8200417155345_8200417155019_8200417154740_8200418173626_8200417154530_8200417154251_8200417155525_8200417155646_8200417154649_8200417154846_8200418185312_8200417123135_8200417123051_8reu_rtr2rbok_webApprofondimenti
20041715562_8

Assistenti premurosi, compagni cortesi e instancabili collaboratori dai muscoli d'acciaio: tra prototipi e realtà i robot si stanno preparando a entrare nelle case, negli uffici e negli ospedali.

L'idea di costruire una macchina in grado di riprodurre i meccanismi della natura ha origini lontane, il primo esperimento risale agli antichi greci, quando il filosofo Archita, costruì una colomba mossa dal vapore. Ma per molto tempo l'automa ha vissuto solo nella fantasia di scrittori e poi di sceneggiatori cinematografici. Come R2D2 e C3P0, protagonisti di "Star Wars", esposti ora al Museo d'arte di Brooklyn a New York.

200417155345_8

Cynthia Breazeal, ricercatrice del laboratorio di Intelligenza Artificiale del MIT (Massachusetts Institute of Technology), gioca con Kismet, una testa artificiale comandata da 15 computer. Kismet è un robot "emotivo" che interagisce con gli umani come un bambino.
Sta imparando a parlare e può esprimersi in modo naturale attraverso una vasta gamma di espressioni del viso. Kismet riconosce, grazie a un complicato sistema di classificazione degli impulsi, le intenzioni delle persone che lo circondano, quali proibizione, approvazione, richiesta di attenzione e calma.

200417155019_8

Il termine "robot" non è nato nel laboratorio di qualche scienziato, ma è comparso per la prima volta in teatro. In R.U.R., dramma scritto nel 1920 dal ceco Karel Capek, alcuni attori recitavano la parte dei Robot (dal ceco "robota", "lavoro forzato"): macchine simili a uomini che lavoravano nella fabbriche al posto degli operai.
Il primo vero robot-operaio è stato Unimate, un braccio meccanico utilizzato negli anni '60 nelle catene di montaggio della General Motors per produrre automobili ed è il nonno di quelli utilizzati oggi nelle industrie moderne.

200417154740_8

Pensate che sia troppo fantasioso che un giorno un robot possa otturare denti o fare un prelievo di sangue, magari analizzandolo in tempo reale?
Il "dottor" Da Vinci è già realtà: dotato di "mani" capaci di ruotare di 360 gradi (invece dei 180 del polso umano), è un robot che esegue interventi di cardiochirurgia senza aprire il torace, operando attraverso fessure di un centimetro l'una, da cui passa una telecamera in fibra ottica di otto millimetri. Il chirurgo (vero) dal monitor guida l'operazione e muove le mani meccaniche con delle manopole. È stato il primo automa al mondo ad asportare un tumore. "Opera" ormai in 180 esemplari nel mondo.

200418173626_8

Oggi siamo abituati a pensare che il robot sia capace di muoversi grazie al controllo di un computer. Ma non è sempre stato così, i primi automi furono creati prima dell'invenzione del calcolatore. Il primo automa moderno era un suonatore di flauto che suonava, grazie alla corrente d'aria che, passando dall'apertura della bocca, muoveva le dita sui fori dello strumento. Recentemente lo studio dell'intelligenza motoria umana (cinestesia) applicata alla robotica, ha portato a nuovi modelli di arti, come la musica suonata da questa mano capace di muoversi sul piano.

200417154530_8

Chi è il migliore amico dell'uomo? Il robot, o meglio il cane-robot: Aibo (in giapponese "compagno"), che riconosce il padrone anche dalla voce. Abbaia, scodinzola, gioca con la palla, cade, si rialza, dorme e cammina grazie a un computer programmato per riprodurre fedelmente il comportamento di un cane.
Negli Stati Uniti, invece, esistono robo-gatti usati soprattutto a scopo terapeutico. Secondo i nuovi studi di "roboterapia", infatti, un robot è capace di creare esperienze positive in persone affette da disturbi psichici e un piccolo amico meccanico a quattro zampe in particolare può fare compagnia, senza sporcare.

200417154251_8

Studiando gli schemi logici che azionano il cervello umano, gli scienziati di Intelligenza Artificiale cercano di migliorare il "ragionamento" dei robot. I computer sono capaci di misurare, interpretare e memorizzare, ma non riescono ancora a reagire a una situazione imprevista, perché non in grado di conoscere il mondo e imparare dall'esperienza. Così in Texas alcuni scienziati stanno lavorando al più grande archivio di dati di buon senso della storia. Il suo nome è Cyc ed è soprannominato il cervellone elettronico che tenta di diventare "saggio". Nella foto, Aibo, sigla di Artificial Intelligence Robot, ai raggi X.

200417155525_8

Eva Herzigova, Elle Macpherson e Naomi Campbell sostituite sulle passerelle da top model-robot, dalle forme incredibilmente perfette? Niente paura per ora i robot-modelli servono solo per sperimentare indumenti come le tute spaziali o protettive per il fuoco. Manny (nella foto) può camminare, muoversi, flettersi e curvarsi e, grazie a un avanzato sistema di sensori chimici collegati a un computer, è in grado di simulare la respirazione e la sudorazione umana; due funzioni con cui gli scienziati possono controllare la sua temperatura corporea e testare gli indumenti in modo realistico.

200417155646_8

I prototipi di robo-astronauta della Nasa sono capaci di avvitare bulloni con attenzione e precisione e ben presto accompagneranno gli astronauti in missione. In futuro ci saranno anche robot volanti, come Entomopter, il prototipo più avanzato: si tratta di un insetto-robot velocissimo (400 km/h) che sarà utilizzato per l'esplorazione di Marte. (Guarda il video (formato AVI): Bassa ris. (1,4 Mb) - Alta ris. (4,6 Mb)). Per ora, però sul Pianeta rosso sbarcano soltanto robot terrestri.

200417154649_8

Cog controlla attraverso i sensori visivi i movimenti della sua mano. È uno degli esempi più avanzati di robot dal comportamento umano. È in grado di individuare il punto da dove arriva un rumore e riconoscere alcuni oggetti al tatto, grazie alla superficie particolarmente sensibile della mano. L'ultima novità in fatto di androidi ha però occhioni dolci, espressione angelica e sorriso ammaliante. Si chiama Actroid: sexy come una liceale giapponese, parla, gesticola e cammina. La si vorrebbe impiegare come accompagnatrice negli alberghi. Niente di sconveniente, si intende... (Guarda il video (formato Real): Bassa ris. (600 Kb) - Alta ris. (5,1 Mb)).

200417154846_8

Hefter arriva presto, va via tardi e di solito pulisce anche il bagno. Hefter è il robot delle pulizie dell'aeroporto di Manchester, in Inghilterra pulisce 20.000 metri quadri di pavimento in un giorno, è dotato di rilevatori a ultrasuoni per non urtare oggetti e persone e se qualcuno lo ferma lui dice: "Mi scusi, sto facendo le pulizie".
Ma non è l'unico lavoratore: al King's College di Londra una testa artificiale dalle lunghe ciglia fa la receptionist. Inkha è una chiacchierona e accoglie gli ospiti, dando loro indicazioni e consigli. Quando è stanca, chiede una tazza di tè e quando non c'è nessuno è visibilmente annoiata.

200418185312_8

Alla biennale della robotica di Tokyo 2003 è stato presentato uno dei più piccoli modelli di robot esistenti al mondo: è una telecamera-elicottero di 70 mm, capace di volare e pesante soltanto 10 grammi. Guidata a distanza potrà intrufolarsi sotto le macerie delle aree distrutte.
Con i progressi della nanotecnologia, la scienza che maneggia materiali della dimensione di un miliardesimo di metro, si potranno avere robot molto piccoli, i nanorobot, utilizzabili in ambito medico. In un futuro non lontano potrebbero viaggiare all'interno del nostro organismo per curare alcune malattie, andando a distruggere virus e batteri.

200417123135_8

Perché inventarsi nuovi meccanismi se in natura ne esistono di perfetti? Per realizzare macchine efficienti e veloci, è sufficiente copiare quanto c'è in natura, creando dei prototipi di robot cosidetti biomimetici. Imitando, per esempio, il comportamento di un'aragosta, capace di trovare il cibo a grande distanza e di muoversi su qualsiasi tipo di terreno, è stato sviluppato un prototipo capace di individuare e disinnescare mine. Questa robo-aragosta dalle lunghe antenne di plastica molto sensibili sarà arruolata proprio con questo compito dalla Marina Militare statunitense. Ma soltanto dalla fine del 2004.

200417123051_8

Sembra un corridore visto al rallentatore, ma è l'unico robot capace di correre staccando i piedi da terra senza perdere l'equilibrio: Qrio (si pronuncia chiurio) è l'ultimo umanoide di casa Sony; silenziosissimo, a differenza di tutti gli altri robot, con i suoi 2,4 chilometri orari di corsa è riuscito a "seminare" Asimo (nella foto), l'avanzato bipede di Honda, che negli anni '80 fu il primo a muovere i primi incerti passi (ne faceva uno ogni 5 secondi). Qrio è capace di ballare (Guarda il video) e giocare a pallone. Famose sono le Robo-cup, sfide calcistiche tra squadre di robot. Nel 2050 gli esperti di robotica si aspettano la prima sfida - seria - tra "nazionale uomini" e "nazionale robot".

reu_rtr2rbok_web

È alto appena 17 centimetri, ma ha un fisico che non ha nulla da invidiare a quello di un atleta. Evolta, il robottino-mascotte della Panasonic, ha grinta da vendere ed è pronto per affrontare niente meno che il triathlon. Eccolo mentre mostra le sue doti da nuotatore durante una presentazione a Tokyo. L'androide, che va a pile e si concede qualche pausa soltanto per farsi ricaricare, è anche un bravo ciclista e marciatore: l'anno scorso ha completato una marcia di 500 chilometri da Tokyo a Kyoto, e nel 2008 si è arrampicato su una fune di oltre 500 metri sul Grand Canyon. La sua prossima sfida? L'Ironman Triathlon, una delle sfide più difficili per uno sportivo, 230 chilometri di fatica tra nuoto, corsa e bicicletta, che il robottino affronterà un paio di settimane dopo la gara ufficiale, a partire dal ottobre alle Hawaii.
La carica di umanoidi più simpatica e intraprendente che ci sia
Ultra-atleti... in carne e ossa (guarda)

Assistenti premurosi, compagni cortesi e instancabili collaboratori dai muscoli d'acciaio: tra prototipi e realtà i robot si stanno preparando a entrare nelle case, negli uffici e negli ospedali.

L'idea di costruire una macchina in grado di riprodurre i meccanismi della natura ha origini lontane, il primo esperimento risale agli antichi greci, quando il filosofo Archita, costruì una colomba mossa dal vapore. Ma per molto tempo l'automa ha vissuto solo nella fantasia di scrittori e poi di sceneggiatori cinematografici. Come R2D2 e C3P0, protagonisti di "Star Wars", esposti ora al Museo d'arte di Brooklyn a New York.