Scienze

Com'è la storia della capsula radioattiva smarrita (e poi ritrovata) in Australia

Una capsula radioattiva minuscola e letale è andata persa nel deserto australiano: che cosa contiene? A che cosa serviva, e come è finita per strada?

Aggiornamento dell'1 febbraio 2023. La capsula radioattiva smarrita in Australia è stata ritrovata: lo hanno annunciato mercoledì 1 febbraio le autorità dell'Australia occidentale. Il minuscolo contenitore di cesio-137 è stato recuperato nei pressi di una località chiamata Newman a un paio di metri dal bordo della strada. Non sembra essersi mosso di molto da quando è caduto, anche se per sicurezza l'area nel raggio di 20 metri dal ritrovamento è stata recintata. La capsula è stata individuata da un veicolo specializzato che viaggiava a 70 km orari e che ne ha captato le radiazioni.

Come cercare un ago in un pagliaio o, se preferite, una pila da orologio su una strada più lunga del nostro Stivale: come forse già saprete, una capsula radioattiva grande meno di una monetina da un centesimo di euro è andata smarrita durante il trasporto da una miniera in Australia alla città di Perth, e ormai da qualche giorno la si sta cercando con perlustrazioni a tappeto. Già, ma quanto è pericolosa questa capsula? A che cosa serviva, e come la si sta cercando? 

Che cosa c'è dentro? La capsula, che ha un diametro di 6 millimetri ed è lunga 8 millimetri, faceva parte di un dispositivo che serve a misurare la densità di ferro e che viene normalmente utilizzato nelle operazioni estrattive. Contiene una piccola quantità di cesio-137, un isotopo radioattivo del metallo cesio, un sottoprodotto della fissione nucleare dell'uranio che viene utilizzato anche per tarare gli strumenti per le misurazioni delle radiazioni. Emette raggi beta e gamma, cioè radiazioni ionizzanti, che possono alterare la struttura del DNA e l'ambiente cellulare aumentando il rischio di sviluppare il cancro. Ha un livello di radioattività equivalente a quello a cui saremmo esposti se ci sottoponessimo a 10 radiografie in un'ora.

Chi l'ha vista? Aspetto e dimensioni della capsula radioattiva. © DFES

Dove si sta cercando? Si pensa che la capsula sia caduta da un furgone che la stava trasportando dalla miniera di ferro di Gudai-Darri gestita dal Rio Tinto Group, nel nordovest dell'Australia, a un deposito vicino a Perth, sulla costa sudoccidentale. Un viaggio di 1400 km che attraversa un territorio desertico e battuto dai venti, che potrebbero aver sospinto la capsula anche molto lontano dal sito in cui è fuoriuscita. Il misuratore di cui faceva parte doveva essere mandato a riparare e il trasporto era stato preso in carico da un corriere specializzato in questo genere di operazioni.

Come ha fatto a cadere? Secondo le autorità che stanno setacciando l'immensa area con contatori geiger, cioè gli strumenti elettronici usati per misurare le radiazioni ionizzanti, le vibrazioni del camion sulla strada potrebbero aver danneggiato il contenitore in cui la capsula era custodita, allentandone le viti.

Il minuscolo oggetto sarebbe quindi fuoriuscito da un foro in cui era inserita la vite e da lì precipitato sulla strada. A complicare ulteriormente le cose ci sono i tempi dell'incidente. La capsula era partita il 12 gennaio per arrivare a destinazione 4 giorni più tardi. Ma soltanto il 25 gennaio chi doveva prenderla in consegna ha aperto il pacco per l'ispezione e si è accorto della sua mancanza.

Quali effetti avrebbe? Uno dei timori è che in questo arco di tempo la capsula possa essersi incastrata nello pneumatico di una delle auto che viaggiavano su quel tragitto, esponendo gli occupanti ad alti livelli di radiazioni. Le autorità hanno invitato chiunque dovesse individuarla a tenersi ad almeno cinque metri di distanza, perché l'esposizione ravvicinata potrebbe causare ustioni e malessere da radiazioni, danni ai tessuti e altri seri problemi per la salute: si stima che restando per pochi istanti vicino alla capsula si riceva una quantità di radiazioni equivalente alla radioattività naturale (cioè derivante da qualunque altra fonte ambientale non pericolosa) che in Australia si incamera di solito in un anno.

1 febbraio 2023 Elisabetta Intini
Ora in Edicola
Scopri il mondo Focus. Ogni mese in edicola potrai scegliere la rivista che più di appassiona. Focus il magazine di divulgazione scientifica più letto in Italia, Focus Storia per conoscere la storia in modo nuovo ed avvincente e Focus Domande & Risposte per chi ama l'intrattenimento curioso e intelligente.

La Bibbia è il libro più famoso del mondo. Eppure, quanti sanno leggere fra le righe del racconto biblico? Questo numero di Focus Storia entra nelle pagine dell'Antico Testamento per comprendere dove finisce il mito e comincia la storia, anche alla luce delle ultime scoperte archeologiche. E ancora: la Crimea, terra di conquista oggi come ieri; l'antagonismo fra Coca e Pepsi negli anni della Guerra Fredda; gli artisti-scienziati che, quando non c'era la fotografia, disegnavano piante e animali per studiarli e farli conoscere.

 

ABBONATI A 29,90€

Come sta la Terra? E che cosa può fare l'uomo per salvarla da se stesso? Le risposte nel dossier di Focus dedicato a chi vuol conoscere lo stato di salute del Pianeta e puntare a un progresso sostenibile. E ancora: come si forma ogni cosa? Quasi tutti gli atomi che compongono ciò che conosciamo si sono generati in astri oggi scomparsi; a cosa servono gli scherzi? A ribadire (o ribaltare) i rapporti di potere; se non ci fosse il dolore? Mancherebbe un segnale fondamentale che ci difende e induce solidarietà.

ABBONATI A 31,90€
Follow us