La balena dell'Eocene, divoratrice di balene

Il Basilosaurus isis, un cetaceo preistorico lungo come un autobus, era all'apice di una catena alimentare che includeva, tra i vari anelli, anche altri suoi simili. Le prove della sua robusta dieta erano lì da anni, ma solo ora le abbiamo riconosciute.

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Il Basilosaurus isis in una ricostruzione artistica. | Pavel Riha/Wikipedia/CC BY-SA 3.0

Siamo abituati a vederle come pacifiche divoratrici di plancton, ma un tempo i banchetti delle balene erano più variegati e cruenti: l'analisi di un fossile di Basilosaurus isis (un gigantesco cetaceo del passato) e di alcuni reperti animali vicini, ha rivelato che questi bestioni includevano, nel loro menù, anche i cuccioli di altre balene.

 

Il terrore dei mari. Il B. isis visse nell'Oceano Atlantico al largo del Nord Africa tra i 38 e i 34 milioni di anni fa. Era lungo 18 metri, tre volte un'orca, e aveva un muso allungato armato di denti appuntiti (i fanoni sarebbero arrivati più tardi). Nove anni fa, un fossile del cetaceo preistorico fu rinvenuto nel Wadi Al-Hitan, la Valle delle Balene, in Egitto: quest'area Patrimonio dell'Umanità per l'abbondanza di fossili preistorici era, nell'Eocene, un mare poco profondo e densamente popolato.

 

Nello stesso sito furono trovati anche i resti di antichi pesci ossei, di squali e di almeno due altre piccole balene, che avevano fatto sospettare che il B. isis fosse un animale necrofago, ghiotto delle carcasse di altri animali, o che semplicemente il gruppetto di creature acquatiche fosse andato incontro alla stessa triste fine.

 

L'ultimo pasto. Ora nuove analisi del sito guidate da Manja Voss del Museo di Storia Naturale di Berlino hanno evidenziato che i resti di pesci e di balene più piccole si trovavano vicini alla cassa toracica del Basilosaurus, e che sul cranio delle due giovani balene si notano i segni di denti aguzzi, compatibili con quelli del cetaceo gigante.

 

I fossili "minori" erano quindi il contenuto del suo stomaco: il Basilosaurus era un predatore apicale che si nutriva di cetacei più piccoli, e di squali che a loro volta consumavano altri pesci. La ricerca ricostruisce un tassello importante degli antenati delle balene moderne, e della catena alimentare oceanica dell'Eocene.

 

17 gennaio 2019 | Elisabetta Intini