Scienze

L'Hobbit e il piccolo mammifero del Paleocene

Il fossile di un piccolo mammifero a cui è stato dato il nome di un gigantesco personaggio delle saghe di Tolkien rivela una nuova storia sulla diffusione dei mammiferi dopo la scomparsa dei dinosauri.

Nella trilogia Lo Hobbit di Tolkien, Bilbo Baggins, a un certo punto del suo viaggio per raggiungere la Montagna Solitaria, incrocia un enorme guerriero di nome Beorn in grado di mutare forma: «A volte diventa un enorme orso nero», dice di lui lo stregone Gandalf, «a volte è un grande uomo forte dai capelli neri con braccia enormi e una grande barba». Ora Beorn è stato scelto da un gruppo di paleontologi per dare il nome a un mammifero estinto, scoperto di recente, salito alla ribalta nel Paleocene, ossia nel periodo geologico che va da 65 a 23 milioni di anni fa, dopo la scomparsa dei dinosauri - e dovendo dare un nome scientifico a quella nuova creatura pelosa e dalle guance gonfie è stato scelto Beornus honeyi.

Madelaine Atteberry, ricercatrice presso la University of Colorado (Boulder), co-autrice con la collega Jaelyn J. Eberle dello studio pubblicato sul Journal of Systematic Palaeontology, non nasconde l'origine della scelta: «Sono sempre stata una grande fan di Tolkien, oltre al fatto che c'è una lunga tradizione nel nominare i primi mammiferi del Paleocene con i personaggi di Tolkien. Ho scelto B. honeyi per le grandi dimensioni e per l'aspetto "gonfio" dei suoi denti rispetto ad altri mammiferi di quel periodo».

Non tutto è come sembra. Detto ciò ci si potrebbe aspettare che il Beorn dei mammiferi del Paleocene fosse un enorme mostro simile ad un orso con denti e artigli affilati come un'ascia, ma la realtà non è questa. Il B. honeyi, infatti, è un condilartro, un ordine di mammiferi preistorici a quattro zampe che assomigliavano un po' ai cani, considerati gli antenati degli ungulati (come i cavalli e i rinoceronti) - anche se la questione è ancora molto dibattuta.

Il nostro Beornus, tuttavia, non era grande come un rinoceronte, anzi: i fossili della mascella inferiore della creatura suggeriscono che non fosse più grande di un moderno gatto domestico. Secondo le ricercatrici era però comunque un gigante rispetto ai condilartri con le dimensioni di un topo che vagavano nel nord America all'inizio del Paleocene: «La taglia, i molari extra-grandi e le guance gonfie lo hanno reso degno del suo nome tolkieniano», commenta decisa Atteberry.

Come altri condilartri, è molto probabile che il B. honeyi usasse i suoi denti grandi e piatti per macinare le piante, ma non è da escludere che si cibasse, occasionalmente, di insetti o altre fonti di carne. Ma il Beornus era solo uno dei tanti piccoli mammiferi che sembra abbiano prosperato dopo la scomparsa dei dinosauri. Nello stesso studio, che include una serie di fossili di mascelle trovate nel Great Divide Basin (Wyoming, USA), le ricercatrici descrivono altre due specie di condilartri già note: un Conacodon hettingeri e un Miniconus jeanninae. Tutte e tre le specie erano strettamente imparentate, anche se mostravano differenze importanti nelle forme e nelle dimensioni dei denti.

Nuovi scenari. Al di là degli aspetti fiabeschi va sottolineata l'importanza scientifica dei ritrovamenti, perché potrebbero aiutare a riscrivere la storia dei primi mammiferi che hanno popolato il nord America dopo l'estinzione dei dinosauri. Studi precedenti sulla fauna dei primi 320.000 anni dopo quell'estinzione di massa avevano suggerito che i mammiferi come i condilartri si ripresero dalle conseguenze del grande evento cosmico molto lentamente.

«Ma quello che ci insegnano i ritrovamenti nel Great Divide Basin è che lì la storia fu diversa», afferma Atteberry: «vi è una diversità di generi molto più elevata del previsto per quel periodo di tempo, e questo suggerisce che non è possibile generalizzare l'evoluzione dei mammiferi dopo l'estinzione dei dinosauri in base a quanto si è scoperto in alcune parti del mondoIn altre parole, "Beorn e amici" potrebbero aver fatto parte di una fiorente scena di piccoli mammiferi che si stavano velocemente diversificando durante l'inizio del Paleocene: una situazione ben diversa rispetto a quanto si suppone sia accaduto in altre parti del pianeta.

Dai mondi di Tolkien. Queste tre specie fanno parte di una collezione di circa 420 fossili di mammiferi scoperti solo nel Great Divide Basin, ed è probabile che altre specie ritrovate della stessa epoca possano raccontarci molte cose che ancora non conosciamo. Finora più di due dozzine di mammiferi estinti hanno preso il nome dalla tradizione di Tolkien, tra cui l'insettivoro simile alla donnola Bubogonia bombadili (dal nome dell'eccentrico abitante della foresta Tom Bombadil) e l'antenato canino Barophagus orc (dal nome dei brutali umanoidi che le opere di Tolkien hanno reso popolari).

24 agosto 2021 Luigi Bignami
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