L'evoluzione bellica dei farmaci

Gli studi per la produzione di nuovi farmaci sono rivolti anche alla minaccia del bioterrorismo.

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Colonia di bacilli dell'antrace.|Antoine Devouard/Rea/Contrasto

Tempo di guerre, di tecnologie e di biofarmaci. Al punto che un'azienda del Maryland, che si occupa di biotecnologie, ha sviluppato un nuovo farmaco in grado di prevenire infezioni da antrace e curare chi è già stato infettato. Il farmaco, l'Abthrax, è frutto della corsa delle aziende che non vogliono farsi cogliere impreparate da un ipotetico attacco biologico: uno sforzo incoraggiato dallo stesso Governo americano. L'antrace, infatti, fa paura: in un eventuale attacco biologico potrebbe essere utilizzato come arma principale, dato che è facilmente reperibile, semplice da preparare e altamente mortale. Alcuni esperti hanno mostrato che un attacco di antrace su una città grande quanto New York potrebbe uccidere più di centomila persone.

 

Proteina artificiale. Il farmaco è un prodotto preparato geneticamente, chiamato anticorpo monoclonale umano. Si tratta di una versione artificiale di una proteina del sistema immunitario in grado di individuare gli invasori in base alla loro struttura. Questo sistema neutralizza l'antigene protettivo, una componente principale della tossina prodotta dal batterio Bacillus anthracis. L'antrace può essere trattato con gli antibiotici, utili però soltanto nella fase iniziale dell'infezione. Sperare nel loro aiuto non basta: quando appaiono i primi evidenti sintomi (gravi problemi di respirazione e forti dolori addominali) gli antibiotici non sono più in grado di agire sul batterio, che continua a pompare tossine letali nel corpo.

 

25 Marzo 2003