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È nato l'albero genealogico più grande del mondo

Il super-pedigree comprende 13 milioni di individui ed è stato realizzato con i dati di 43 milioni di profili di un social network dedicato alla genealogia. Lo scopo? Raccogliere informazioni per analizzare l'ereditarietà genetica di generazione in generazione.

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Su FamiLinx l'albero genealogico formato con i dati di 13 milioni di persone. |
Adesso, nell'era dei Big Data, c'è anche il più grande albero genealogico del mondo a scopo scientifico: unisce più di 13 milioni di persone con un patrimonio di dati che risale addirittura al XV secolo. Secondo gli autori dello studio, le informazioni raccolte potranno fornire indizi sull'ereditarietà genetica, rivelando quanto i geni del DNA influiscono su malattie, longevità o fertilità.

Questo albero da record presentato da Yaniv Erlich alla riunione annuale dell'American Society of Human Genetics di Boston si chiama FamiLinx ed è stato realizzato assemblando le informazioni di più di 43 milioni di profili pubblici presi da Geni.com, social network di genealogia. Ha spiegato il ricercatore: «Fino a oggi gli alberi disponibili per la ricerca scientifica erano molto più piccoli. Contavano al massimo centinaia di migliaia di individui, e questo perché ci vogliono anni per assemblare i dati genealogici. Per realizzare FamiLinx abbiamo semplificato il processo raccogliendo dati (nascita, morte ecc.) già online e li abbiamo rielaborati e organizzati in alberi di famiglie che comprendono sia poche centinaia di persone sia quello record di 13 milioni di individui».

Nonostante questo immenso archivio raccolto da Elrich sia promettente per lo studio della genetica, e sia a disposizione di tutti i ricercatori, la genetista Lisa Cannon-Albright dell'Università di Utah a Salt Lake City invita alla cautela, sottolineando che i dati genealogici online sono "autoreferenziali" e possono perciò essere inaffidabili. Kari Stefànsson, fondatore della deCODE Genetics, che studia il genoma umano, valuta però che l'approccio di Erlich è incredibilmente potente e che le persone sono sempre più disposte a contribuire alla ricerca scientifica fornendo dati personali e medici.

A che cosa serviranno così tante informazioni che vanno così tanto indietro nel tempo? Un'idea potete farvela col video qui sotto, che fa uso di una parte delle informazioni raccolte da Yaniv Erlich per descrivere la migrazione umana attraverso le generazioni, con milioni di persone che si spostano dal nord Europa al resto del mondo a partire dal Medioevo fino al 20esimo secolo.






5 novembre 2013 | Fabrizia Sacchetti