L'Aids? Un'eredità dell'evoluzione

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Quattro milioni di anni fa il sistema immunitario dei primati vinse una battaglia mortale contro un virus che avrebbe potuto spazzare via i nostri antenati e consegnare la Terra a un'altra specie. E probabilmente oggi paghiamo il prezzo di quella "vittoria". È quanto suggerisce uno studio americano molto recente, che formula un'ipotesi originale sulla nostra apparente incapacità di contrastare l'Hiv: secondo Michael Emerman e i suoi colleghi del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle (Usa), la sensibilità all'Aids potrebbe essere un contrappasso all'accresciuta resistenza del sistema immunitario dei primati a un altro virus mortale, oggi scomparso. I ricercatori sono arrivati a questa ipotesi analizzando il Dna dei nostri parenti più prossimi nella catena evolutiva, gli scimpanzé, dove hanno scoperto i segni lasciati dello PtERV1, il virus estinto. A quanto sembra, quattro milioni di anni fa i nostri progenitori riuscirono a sconfiggere l'epidemia grazie a una proteina che rese il sistema immunitario più resistente allo PtERV1, ma che nel contempo portava in eredità una maggiore sensibilità all'Hiv. Purtroppo questo studio non aiuta la ricerca nella cura dell'Aids. Come spiega Emerman, «questo lavoro non ha a che fare con lo sviluppo di vaccini anti-hiv. È piuttosto da vedersi in un'ottica di indagine sulla storia evolutiva dell'uomo».

 

26 giugno 2007