Scienze

I ghiacciai del Karakorum non si ritirano. Crescono. Ma è una notizia vecchia!

In questi giorni sta girando una notizia sui ghiacciai del Karakorum che sembra sollevare un mistero climatico alquanto strano. In una pubblicazione realizzata...

In questi giorni sta girando una notizia sui ghiacciai del Karakorum che sembra sollevare un mistero climatico alquanto strano. In una pubblicazione realizzata da ricercatori dell'Università di Grenoble e Tolosa si dice che i ghiacciai del Karakorum non si stanno ritirando come gli altri ghiacciai del mondo. Secondo diversi esperti infatti, in quell'angolo della immensa catena himalayana i ghiacciai non solo non sono in ritiro ma stanno, anzi, avanzando. E questo desta scalpore. Ma niente paura, i ricercatori italiani a questo "mistero" hanno già dato risposta. Anni e anni fa...
Già tre anni fa infatti, una spedizione scientifica italiana, prendendo spunto dalla celebrazione del centenario dell’impresa del Duca degli Abruzzi, il quale, nel 1909, esplorò il Karakorum, ha ripercorso lo stesso itinerario con lo scopo di realizzare, dagli stessi punti di vista, i medesimi scatti che fecero durante le prime esplorazioni Vittorio Sella e Massimo Terzano. Un’impresa che non ha avuto solo uno scopo fotografico ed estetico, ma anche scientifico. La spedizione venne realizzata da Fabiano Ventura, fotografo naturalista e ideatore del progetto con l'ausilio di vari ricercatori dell'Università di Milano. I risultati sono stati eccezionali sia per le immagini ottenute, che per i dati rilevati sul terreno. Questi sono stati messi a disposizione di Claudio Smiraglia, glaciologo e docente di Geografia Fisica presso l’Università di Milano e di Kenneth Hewitt, professore Emerito di Geografia e Studi Ambientali alla Wilfrid Laurier University a Waterloo (Ontario, Canada).
Spiegò Smiraglia: “Il materiale fotografico e le misure scientifiche riportate dal Karakorum confermano ancora una volta la complessità ambientale e climatica di quella catena montuosa. La complessità è legata agli apparenti comportamenti contro corrente della maggior parte di quei ghiacciai, compreso il Baltoro. Dico apparente perché i ghiacciai studiati non mostrano l’arretramento del loro fronte, tipico dei ghiacciai alpini o di quelli di altre catene montuose attigue, tuttavia essi presentano una riduzione del loro spessore. Andando ad osservare il fronte del ghiacciaio del Baltoro ad esempio, si scopre che esso si discosta molto poco da quello di 150 anni fa, quando finì la piccola era glaciale. Tuttavia in alcune parti di esso vi è stato un abbassamento di circa 30 m rispetto al secolo scorso”. La mancanza di un arretramento del fronte potrebbe far pensare che l’effetto serra non sia poi così rilevante. “Sarebbe un modo di trarre conclusioni non corretto –continua Smiraglia. In Karakorum infatti, la neve arriva sia dai monsoni estivi che dai venti occidentali invernali, mentre in Himalaya, dove i ghiacciai sono per la maggior parte in ritiro, arriva solo dai monsoni”. Tutto qui. Nessun mistero. È strano come a volte i ricercatori non si parlino o addirittura non vadano a cercare i lavori già eseguiti sullo stesso argomento e come la stampa rincorra le "stranezze" quando di "stranezze" non ce ne sono proprio...

16 aprile 2012 Luigi Bignami
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