Scienze

L'indagine infinita

Tempo, spazio e infinito nella scienza, nella filosofia, nell'arte: a Verona ritorna Infinitamente, un'occasione unica per incontrare i protagonisti della ricerca e delle arti, insieme a Focus.it. La manifestazione è inserita nel calendario ufficiale della Brain Awareness Week, la settimana mondiale di sensibilizzazione sulla ricerca che focalizza i suoi obiettivi sul cervello.

L'universo è finito o infinito? Dov'è oggi il confine tra scienza e fantascienza? Come può un'idea del mondo diventare gabbia per il pensiero o, al contrario, la chiave per una nuova idea del mondo?

Sono alcune delle domande che faranno da cornice alla quarta edizione di Infinitamente, manifestazione organizzata dall'Università di Verona, che si tiene quest'anno dal 15 al 18 marzo: quattro giorni fitti di incontri con scienziati di rilevanza internazionale, di mostre e concerti, di laboratori-gioco per bambini e ragazzi attorno ai temi di tempo, spazio e infinito.

Tutto nello stile tipico della manifestazione veronese, che offre un'occasione per avvicinare grandi protagonisti del nostro tempo, per ascoltarli raccontare del loro lavoro e delle suggestioni che li guidano e per dialogare con loro in modo semplice e diretto.

Il programma è molto ricco e vario, e il modo migliore per partecipare è scegliere il proprio percorso ideale tra i cinquanta e oltre eventi previsti. Inoltre, per alcuni eventi l'accesso, sempre gratuito, sarà consentito fino a esaurimento dei posti disponibili (per esempio i laboratori didattici) ed è necessaria una pre-registrazione.

I dettagli del programma, comprese le mostre fotografiche, i concerti e gli incontri teatrali, sono online sulle pagine del sito Infinitamente.

Qui invece pubblichiamo il calendario dei cinque appuntamenti a cui Focus.it è invitato a partecipare per la presentazione dei relatori e per la conduzione del dibattito e, per ognuno dei relatori, potete leggere una breve anticipazione del tema trattato. Chi non potrà essere con noi a Verona può usare il forum Infinitamente 2012 per proporre le domande che avrebbe invece fatto di persona.

La velocità del pensiero è diminuita?

Roberto Caminiti, professore di fisiologia al dipartimento di neurofisiologia comportamentale all'Università La Sapienza, Roma # Il suo intervento è focalizzato sui tempi di trasferimento delle informazioni tra aree omologhe dei due emisferi cerebrali e su come questi tempi siano mutati durante l'evoluzione. Gli studi hanno analizzato questo aspetto nei macachi, nello scimpanzè e nell'uomo, per giungere alla sorprendente conclusione che l'evoluzione ha rallentato i tempi del transfer inter-emisferico e che questo rallentamento è maggiore per i messaggi che si scambiano le aree corticali di ordine elevato (funzioni cognitive complesse) rispetto a quelli delle aree sensoriali e motorie primarie. Illustrerà poi le possibili implicazioni di questi risultati per la comprensione di disturbi complessi del comportamento.

Paolo Fabene, professore associato al dipartimento di scienze neurologiche della facoltà di medicina e chirurgia dell'Università di Verona # Nonostante recenti e importanti critiche, l'idea che lo sviluppo biologico di un organismo vivente, dall'embrione allo stadio adulto, ripercorra l'evoluzione della specie a cui appartiene, è supportata da numerose evidenze. Nel corso dell'intervento Paolo Fabene pone l'attenzione sulle strutture che vengono mantenute nelle diverse classi di vertebrati (rettili, uccelli, mammiferi) e in particolare all'interno dei diversi ordini di mammiferi, per concludere con una analisi del "rapporto costi/benefici" tra le due modalità di sviluppo, tra animali con ciclo biologico che necessitano di cure parentali e quelli i cui neonati sono da subito completamente autonomi.

L'universo è finito o infinito?

Domenica 18 marzo dalle 10:30 alle 11:30, Auditorium Palazzo della Gran Guardia

Marco Bersanelli, ordinario di astronomia e astrofisica al dipartimento di fisica dell'Università degli Studi di Milano # L'universo è finito o infinito? È una domanda che fin dall'antichità ha catturato l'attenzione dei più grandi pensatori nel campo della filosofia e della scienza. Da Galileo ai nostri giorni il progresso tecnologico ha permesso di indagare l'universo con crescente profondità, fino a distanze che si misurano in miliardi di anni luce. Negli ultimi decenni lo studio dell'universo nel suo insieme ha segnato una catena ininterrotta di successi, grazie ai progressi della cosmologia teorica e a osservazioni che consentono di scandagliare con crescente precisione regioni estreme dello spazio-tempo. Ne emerge una visione "storica" del cosmo, secondo la quale l'universo ha avuto inizio circa 14 miliardi di anni fa da uno stato di altissima densità e temperatura.

Mentre la domanda sulla natura finita o infinita dello spazio globale rimane aperta, e forse è destinata a rimanerlo per sempre, è ormai un dato di fatto che l'universo osservabile (da noi come da qualunque altro punto di osservazione cosmico) è finito: la sua estensione corrisponde alla sfera di raggio pari alla distanza che la luce ha percorso per l'intera età dell'universo. Oggi grazie a strumenti di nuova generazione, e in particolare ai dati che dal 2009 sta raccogliendo il satellite Planck dell'Agenzia Spaziale Europea, è possibile ricostruire con precisione senza precedenti l'immagine di quelle ultime sponde dello spazio-tempo, laddove l'età dell'universo era soltanto lo 0,003 % di quella attuale. La conoscenza scientifica del cosmo, sorprendentemente efficace, appare come una delle più notevoli imprese dello spirito umano nell'epoca moderna. Essa non indebolisce il senso del mistero e della meraviglia che già gli antichi astronomi percepivano, ma piuttosto lo esalta e lo rinnova.

Dov'è ora il confine tra scienza e fantascienza?

Domenica 18 marzo dalle 15:00 alle 16:00, Auditorium Palazzo della Gran Guardia

Gian Francesco Giudice, fisico teorico delle particelle elementari al Cern di Ginevra # Viaggi nel tempo, universi paralleli, velocità superiori a quelle della luce fanno parte del consueto bagaglio delle storie di fantascienza. Molti di questi concetti sono presi a prestito, pur con una buona dose di immaginazione e libertà interpretativa, dalla scienza vera. Qual è il confine tra realtà e fantasia, tra scienza e fantascienza? Prendendo spunto da alcuni spezzoni di noti film di fantascienza, considereremo dal punto di vista scientifico temi legati al tempo, cari alle storie fantascientifiche. Sono possibili i viaggi nel passato? È vero che il neutrino viaggia più veloce della luce e può correre a ritroso nel tempo?

I nuovi viaggi del signor Qfwfq

Domenica 18 marzo dalle 16:30 alle 17:30, Auditorium Palazzo della Gran Guardia

Incontro con l'autore: Giovanni Bignami # Viaggio sulla freccia del tempo verso le scoperte dei prossimi cinquant'anni. Ad accompagnarci c'è il leggendario personaggio delle Cosmicomiche di Italo Calvino, il palindromico signor Qfwfq, che le sa tutte ma non suggerisce niente, pungola l'immaginazione e la castiga ridendo. Ci aiuterà a scoprire le innovazioni che avranno cambiato le nostre vite (o quelle dei nostri discendenti) nel 2062, quando cavalcando la cometa di Halley il nostro onniscente extraterrestre tornerà a farci visita.

Quello che ci resta da capire e da esplorare è il 96% dell'Universo. C'è ancora molta strada da fare, ma passo passo approfondiremo sempre più lo studio della nostra Terra, per sfruttare, per esempio, l'immensa energia termica che sta sotto i nostri piedi. Risolveremo un altro enigma della scienza di oggi, simile al Big Bang: l'origine della vita, anche creandola ex nihilo. Impareremo a costruire un contatto diretto fra il nostro cervello (che è fatto come un cono gelato con tre sapori) e il resto del mondo: se Cicerone e Mozart fossero vissuti domani, avrebbero apprezzato l'invenzione di una chiavetta usb impiantata dietro l'orecchio per la trascrizione immediata di discorsi e musica. Attraverso la genetica conquisteremo i talenti delle lucertole, che riproducono le code perdute, o delle mosche Matusalemme, che vivono quattro volte più delle altre. E poco prima del passaggio di Halley 2062 sarà nato il bambino che la vedrà tre volte: vivrà più di 150 anni.

Ma il futuro si fa soprattutto con i ferri del mestiere giusti, a cominciare dalla matematica. Risolvere il problema dei numeri primi manderebbe in tilt i bancomat, svuotando i nostri conti correnti in una notte. La soluzione delle equazioni dei fluidi ci insegnerà a trasportare un iceberg dalla Groenlandia alla Sicilia fornendo acqua dolce a basso costo. La carnicoltura, ovvero l'allevamento di bistecche, pronte per il barbecue e prodotte senza uccidere animali, ci fornirà tutte le proteine di cui abbiamo bisogno. Studiando i sistemi complessi, poi, influenzeremo il clima, stabilizzeremo l'economia e forse salveremo il nostro pianeta. Quando il signor Qfwfq tornerà sulla Terra, la perfetta macchina della verità avrà sradicato la menzogna dal mondo. E riversando il contenuto del nostro cervello in chip di silicio avremo anche garantita l'immortalità.

Domenica 18 marzo dalle 18:00 alle 19:00, Auditorium Palazzo della Gran Guardia

Guy Consolmagno, scienziato e ricercatore, professore al Massachusetts Institute of Technology e presso altri prestigiosi istituti statunitensi, dal 1993 è portavoce della Specola Vaticana # È impossibile pensare all'universo senza ricorrere a una sorta di cosmologia: un'immagine, cioè, che abbracci tutta la nostra comprensione dell'universo e del suo funzionamento. Questo tipo di cosmologia è allo stesso tempo la raccolta delle leggi scientifiche che presumiamo si applichino all'universo e l'insieme delle ipotesi metafisiche su ciò supponiamo che nell'universo valga la pena studiare. Essa dà forma alle domande che ci poniamo e alla natura delle risposte che troviamo soddisfacenti.

La nostra scelta di cosmologia non solo ci permette di capire ciò che vediamo, ma suggerisce anche nuovi "luoghi" in cui guardare e da ciò la necessità di una nuova comprensione per ciò che scopriamo e che non corrisponde a quell'immagine da cui siamo partiti. Perché come ogni immagine, le nostre cosmologie sono sempre imperfette e incomplete e, se prese troppo sul serio, possono trasformarsi in idoli che ingabbianno il nostro modo di comprendere la realtà, che ciò sia scienza o Dio. Il discorso includerà un riesame di come le cosmologie nel corso della storia abbiano forgiato il pensiero del loro tempo ed esempi attuali del modo in cui le ipotesi che facciamo sulla scienza influenzino la scienza che scegliamo di fare e il significato che possiamo trarre da questa scienza.

7 marzo 2012 Raymond Zreick
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