Eppur si muove: illusioni ottiche in movimento

Non c’è trucco, non c’è inganno: le immagini di questa fotogallery psichedelica sono tutte rigorosamente immobili. Eppure osservatele bene... si muovono, o meglio, sembra che si muovano! Ma com’è possibile? Cosa inganna occhio e cervello creando ciò che in realtà non esiste? È la magia dell’op-art o optical art, l’arte ottica: sfrutta i meccanismi che regolano il funzionamento della vista per ingannarla, facendo apparire ciò che in realtà non è.

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Questa illusione ottica è stata creata nel 1957 dal neuroscienziato Donald MacKay del King’s College di Londra. Concentrando lo sguardo sul centro dell’immagine si ha la sensazione di un movimento nelle zone più esterne dello schema. Secondo uno studio condotto dal Barrow Neurological Institute dell’Arizona, l'illusione del movimento è creata da micromovimenti oculari chiamati microsaccadi che hanno luogo durante l’osservazione dell’immagine: l’occhio umano ne compie fino a 500 al secondo.

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L’op-art sfrutta accostamenti di forme e colori per ingannare occhio e cervello e dare vita a immagini davvero spettacolari e ipnotiche. Per realizzare opere di questo tipo occorre conoscere con precisione la fisiologia dell’occhio e i meccanismi cerebrali che regolano la visione: molti artisti che ci cimentano in questo campo sono ricercatori e neuroscienziati, come lo stesso Akiyoshi Kitaoka, autore di questa straordinaria illusione e professore presso il dipartimento di psicologia della Ritsumeikan University di Kyoto. Ma anche la Natura crea le sue illusioni ottiche... per scoprirne una vecchia di oltre 2000 anni clicca qui.

Questa illusione ottica è stata creata nel 1957 dal neuroscienziato Donald MacKay del King’s College di Londra. Concentrando lo sguardo sul centro dell’immagine si ha la sensazione di un movimento nelle zone più esterne dello schema. Secondo uno studio condotto dal Barrow Neurological Institute dell’Arizona, l'illusione del movimento è creata da micromovimenti oculari chiamati microsaccadi che hanno luogo durante l’osservazione dell’immagine: l’occhio umano ne compie fino a 500 al secondo.