Il tuo prossimo collega sarà un robot

L'impiego di automi tocca tutti i settori.

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Ci sono quelli che lavorano duramente nelle fabbriche, quelli che prestano la loro opera come fattorini negli ospedali e quelli che andranno presto nello spazio. I robot si fanno delicatamente largo tra la gente.

 

“In Giappone i robot vanno fortissimo, mentre stentano in Usa”

 

Giganti buoni – I “colleghi” robot lavorano a contratto in molte aziende ormai da anni, basti pensare ai modelli impegnati nelle catene di montaggio. Non hanno un corpo umanoide, come nell’immaginario collettivo, ma sono a tutti gli effetti degli automi che lavorano con e per gli uomini. Non però fianco a fianco perché questi giganti di ferraglia incutono paura. E l’obiettivo delle aziende che producono robot è quella di convincere la gente e le aziende che queste macchine intelligenti possono entrare anche negli uffici in veste di colleghi di scrivania.

 

“I love robot” – E, in questo senso, molti paesi sono davvero all’avanguardia, come il Giappone. Una curiosa indagine condotta da ABI Research ha svelato che il Sol Levante è il più incline ad accogliere i robot rispetto agli Stati Uniti che li temono anche a causa di film come “The Terminator”.

 

Robot tuttofare – Le aziende che però hanno già “adottato” un robot sono più che soddisfatte. Come l’Ospedale El Camino a Mountain View in California (dove c’è anche la sede di Google) che ha assunto un TUG di Aethon per trasportare medicine, cibo e campioni in giro per l’ospedale. Il suo aspetto lascia un po’ a desiderare, sembra un mobiletto su quattro ruote, ma fa egregiamente il suo lavoro da fattorino. Oppure QB di Anybots, un sistema di videoconferenza ambulante che funge da vero e proprio avatar per chi non è presente a una riunione o un meeting. Non dimentichiamo il robot giornalista e iRobot, l’aspirapolvere intelligente, è un robot che si fa in quattro per tenere pulita la casa.

 

Robot astronauta – C’è poi Robonaut 2, R2 per gli amici, che ha già un posto prenotato sul Discovery in partenza per lo spazio a fine anno. Sviluppato dalla Nasa in collaborazione con la General Motors, R2 avrà il compito di sostituire gli astronauti in operazioni extra-veicolari troppo rischiose. È in grado, per esempio, di usare attrezzi come un trapano e ha il senso del tatto che gli consente di operare con estrema delicatezza e precisione.

 

5 giugno 2010