Il Nepal colpito dal suo primo tornado

A fine di marzo il Paese è stato attraversato da una tempesta senza precedenti, alla quale neanche i meteorologi erano preparati: è stata identificata grazie a un accurato lavoro sul campo, e con l'aiuto dei satelliti Sentinel.

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Un uomo davanti alla sua casa abbattuta da un tornado nel distretto di Bara, in Nepal.|REUTERS/Navesh Chitrakar

Un evento meteo letale che si è riversato sul Nepal sudorientale alla fine di marzo potrebbe essere il primo tornado mai verificatosi nel Paese: una circostanza talmente rara, che per riconoscerla e ricostruirne il percorso è stato necessario ricorrere a una serie di strumenti e di misurazioni non convenzionali.

 

Come spiegato su Nature, il 31 marzo una tempesta abbastanza potente da riuscire a spostare di 50 metri alcune pesanti lastre di cemento ha provocato la morte di 28 persone e il ferimento di altri 1.100 abitanti del Paese, oltre a danneggiare 2600 edifici e un parco nazionale Patrimonio dell'Umanità. Temporali e tempeste di vento sono piuttosto comuni da marzo a maggio, nel periodo pre-monsonico, ma non i tornado, per i quali non esiste un termine nella lingua nepalese, né sono predisposte attrezzature radar adatte all'osservazione.

Ricostruzione certosina. Quando la popolazione locale ha iniziato a descrivere vortici d'aria che sembravano seguire un "percorso", una caratteristica tipica dei tornado, i meteorologi si sono insospettiti. Hanno analizzato le immagini ad alta risoluzione dei satelliti dell'ESA Sentinel-2 prima e dopo l'evento; hanno raccolto le foto postate sui social media e le hanno inserite su Google Maps in base ai dati di geolocalizzazione. Hanno visitato i villaggi colpiti, analizzando la scia del danno lasciato dalla tempesta e la distanza a cui erano stati scagliati i detriti.

 

Questo lavoro "sulla scena del crimine" ha permesso di stabilire che si è trattato effettivamente di un tornado, seppure di modesta intensità. Il vortice d'aria che ha raggiunto velocità tra i 180 e i 330 km orari ha avuto origine vicino al confine con l'India, nel Chitwan National Park, e ha percorso un tracciato lungo 90 km e ampio 200 metri. Le conclusioni dei ricercatori saranno fornite al governo del Nepal a breve.

 

Prepariamoci. I tornado si formano in corrispondenza dei temporali a supercella, non comuni nel Paese ma frequenti, per esempio, nel bacino del Gange nel Bangladesh. Non è chiaro se l'evento abbia connessioni con il riscaldamento globale né se ve siano stati altri in passato, magari non documentati. Intanto i ricercatori invocano maggiori risorse per lo studio non solo dei tornado ma anche di altri eventi meteo estremi, come quelli legati all'acqua: i tornado in quest'area saranno anche una rarità, ma inondazioni, siccità e acquazzoni non lo sono affatto.  

 

 

22 Aprile 2019 | Elisabetta Intini