Il gigantesco erbivoro che pascolò accanto ai dinosauri

In Polonia un esempio inedito di dicinodonte extralarge: un rettile-mammifero pesante come un elefante e dal becco di tartaruga, vissuto in un'epoca in cui il suo gruppo si pensava scomparso.

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La ricostruzione dell'aspetto del Lisowicia bojani.|Karolina Suchan-Okulska

Immaginate di incrociare un rinoceronte o un ippopotamo con una tartaruga, e di gonfiare l'animale ottenuto fino a farlo pesare 9 tonnellate (poco più di un elefante africano): doveva avere un aspetto del genere il Lisowicia bojani vissuto oltre 200 milioni di anni fa in una regione corrispondente all'attuale Polonia, e il cui fossile è stato da poco descritto su Science.

 

I resti degli arti del Lisowicia bojani. | Grzegorz Niedzwiedzki

Nel periodo "sbagliato". L'animale - un dicinodonte - apparteneva alla classe dei Sinapsidi, antenati dei mammiferi dall'aspetto rettiliforme. Era lungo 4,5 metri e alto 2,6 e aveva, oltre a due grosse zanne, un becco simile a quello delle tartarughe.

 

Era un erbivoro e visse ai tempi dei primi dinosauri: una scoperta inedita perché finora si è sempre ritenuto che nel tardo Triassico, tra i 240 milioni e i 201 milioni di anni fa, la maggior parte dei vertebrati terrestri scomparve a causa di una serie di disastri naturali, lasciando il posto ai dinosauri, unici erbivori giganti dell'epoca.

 

Il confronto tra le dimensioni del dicinodonte scoperto e di un moderno elefante. | Tomasz Sulej e Grzegorz Niedzwiedzki

L'era dei giganti. Finora, il gigantismo nel Triassico era ritenuto un adattamento esclusivo dei dinosauri, e gli unici dicinodonti rinvenuti (peraltro non in Europa) riconducibili a quest'epoca risultavano di dimensioni ben inferiori. La scoperta fa pensare che furono forse condizioni ambientali, e non caratteristiche tipiche del clade dei dinosauri, a determinare la spinta verso il gigantismo.

 

Nel caso del Lisowicia, furono forse la necessità di difendersi da grossi predatori, o di massimizzare la quantità di cibo ingerito per far fronte ai fabbisogni energetici. Secondo i ricercatori, per raggiungere le notevoli dimensioni questa specie potrebbe aver impiegato circa 20 milioni di anni. 

 

24 Novembre 2018 | Elisabetta Intini