Il giardino dei nanofiori di cristallo

È il giardino più piccolo del mondo, così piccolo da poter stare in una provetta: l'ha scolpito nei nano-cristalli di bario Wim L. Noorduin, un ricercatore di Harvard. Ecco come ha fatto.
Guarda anche: la nano Gioconda e altre nano opere d'arte.

05_wln06_wln07_wln09_wln11_wlnApprofondimenti
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Hanno il fascino dei fiori reali ma sono grandi poco meno di un millimetro e fatti di cristallo: sono le "nanocreazioni" di Wim L. Noorduin, ricercatore presso la Harvard School of Engineering and Applied Sciences. Li ha realizzati miscelando all'interno di una provetta sali di bario, monossido di carbonio e altre sostanze chimiche, che si sono aggregate secondo precisi disegni grazie alle loro proprietà fisiche.

La precipitazione dei cristalli in una soluzione dipende da diversi fattori come il pH, la densità, la salinità ecc: a seconda delle condizioni i cristalli tendono ad avvicinarsi o ad allontanarsi dando così forma a strutture tridimensionali diverse.
Noorduin ha insomma sfruttato gli stessi principi chimico-fisici grazie ai quali i cristalli di calcio, nell'acqua di mare, si uniscono a formare le delicate strutture curvilinee delle conchiglie.

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Un prato fiorito? No, è un'altra delle creazioni in provetta di Wim L. Noorduin.

In questo lavoro la vera sfida è stata trovare il giusto equilibrio tra tutti i parametri all'interno della provetta, così da far aggregare i sali secondo gli schemi desiderati.
"È veramente possibile collaborare con il processo di auto-assemblaggio dei cristalli" spiega lo scienziato. "La loro precipitazione è spontanea ma può essere manipolata agendo sulle variabili ambientali, così da scolpire le forme desiderate"
Aumentare la concentrazione di monossido di carbonio, per esempio, favorisce la formazione di strutture a foglie larghe, mentre un incremento del pH al momento giusto crea forme curve e ingarbugliate.


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Alcune delle nanosculture di Noorduin sembrano piante aliene uscite da un film di fantascienza.

"Osservare questi cristalli al microscopio elettronico è davvero affascinante: sembra di immergersi nel mare, tra spugne e coralli. È talmente bello da osservare, che a volte mi sono completamente dimenticato di scattare le fotografie" racconta lo scienziato.


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Un'altra spettacolare composizione nanometrica ottenuta sfruttando le proprietà di auto-aggregazione dei sali in una provetta.


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Un improbabile scultura, un po' fiore un po' alga, ma anche questa di dimensioni nanometriche.

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La precipitazione dei cristalli in una soluzione dipende da diversi fattori come il pH, la densità, la salinità ecc: a seconda delle condizioni i cristalli tendono ad avvicinarsi o ad allontanarsi dando così forma a strutture tridimensionali diverse.
Noorduin ha insomma sfruttato gli stessi principi chimico-fisici grazie ai quali i cristalli di calcio, nell'acqua di mare, si uniscono a formare le delicate strutture curvilinee delle conchiglie.