Scienze

Il gene "regolatore" del sonno

Perché dopo un periodo di veglia ci si chiudono gli occhi e cadiamo addormentati, anche se vorremmo rimanere svegli? Potrebbe essere tutta colpa di un gene capace di regolare la quantità di ore...

Il gene "regolatore" del sonno
Perché dopo un periodo di veglia ci si chiudono gli occhi e cadiamo addormentati, anche se vorremmo rimanere svegli? Potrebbe essere tutta colpa di un gene capace di regolare la quantità di ore di sonno di cui abbiamo bisogno.

C'è chi in pausa pranzo invece di mangiare, dorme. Una siesta di 20 minuti al 24° piano dell'Empire State Building di New York costa  14 dollari.
C'è chi in pausa pranzo invece di mangiare, dorme. Una siesta di 20 minuti al 24° piano dell'Empire State Building di New York costa 14 dollari.

Qualsiasi studente che vuole ripassare tutta la notte prima di un esame, sa che prima o poi gli si chiuderanno gli occhi e che, inevitabilmente, crollerà addormentato con la testa sui libri.
Ciascuno di noi passa in media un terzo della propria vita a dormire, ma perché alcune persone hanno bisogno di poche ore di sonno per sentirsi riposati? Un team di scienziati dell'università del Wisconsin-Madison, dopo aver osservato le abitudini del sonno di migliaia di moscerini della frutta (Drosophila melanogaster), ha scoperto che potrebbe essere un gene a regolare le ore di riposo.
Il gene della siesta. I mutamenti di questo gene, chiamato "Shaker", influiscono notevolmente sulle abitudini del sonno dei piccoli insetti, facendoli dormire circa un terzo in meno dei compagni "normali", senza nessun indebolimento fisico. Dopo un periodo di veglia forzata di 24 ore, inoltre, i moscerini "col sonno ridotto" erano attivi e vivaci come se si fossero appena svegliati, adifferenza degli altri che invece erano molto stanchi.
Gli scienziati pensano che ci siano delle similitudini tra i moscerini "modificati" e le persone che abitualmente dormono poche ore per notte (anche solo due, tre), senza mostrare nessun tipo di disturbo o di debolezza fisica il giorno dopo.
«Questo gene non è presente solo negli insetti - afferma Chiara Cirelli che ha guidato la ricerca - ne esistono di analoghi anche nei mammiferi e negli esseri umani».
Una pillola per non dormire. Individuando nell'uomo il gene simile a Shaker si potrebbero curare alcuni disturbi come l'insonnia. E magari - ma questo rimane ancora un sogno - un giorno qualcuno metterà sul mercato la “pillola” del non-sonno, non solo per gli studenti indietro con il programma, ma anche per alcuni lavoratori notturni, come gli autisti e i piloti.

(Notizia aggiornata al 28 aprile 2005)

28 aprile 2005
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