Scienze

Il deserto dei geni

Molti tratti di Dna sembrano inutili. Sembrano... È stato scoperto infatti che anche in zone del Dna ritenute inutili ci sono frammenti che regolano l’attività di geni distanti.

Il deserto dei geni
Molti tratti di Dna sembrano inutili. Sembrano... È stato scoperto infatti che anche in zone del Dna ritenute inutili ci sono frammenti che regolano l’attività di geni distanti.

DNA spazzatura? Un ricercatore studia l'esame delle sequenze di basi azotate del DNA. Si è scoperto che alcuni geni ritenuti inutili in realtà avrebbero un loro ruolo.
DNA spazzatura? Un ricercatore studia l'esame delle sequenze di basi azotate del DNA. Si è scoperto che alcuni geni ritenuti inutili in realtà avrebbero un loro ruolo.

Parte del Dna presente in ogni cellula (circa il 25 per cento nella nostra specie) sembra non abbia nessuna funzione. È formato cioè da lunghe sequenze ripetitive che sono chiamate deserto dei geni. Ci sono varie ipotesi sulla loro utilità, ma nessuna è convincente. Ora i ricercatori di due laboratori statunitensi hanno trovato la conferma che anche nel deserto dei geni ci sono oasi, che hanno la funzione di regolare l’espressione (cioè il funzionamento) di geni anche molto distanti.
Per capire dove siano queste sequenze “di regolazione” e cosa facciano, i ricercatori hanno confrontato una lunga zona del Dna di uomo e topo, dove pensavano ci fossero frammenti funzionanti.
Dopo aver scoperto che in effetti c’erano intere zone molto simili fra le due specie, hanno esteso la loro indagine ad altre specie, come una rana, il cosiddetto pesce zebra (Danio rerio) e due pesci palla. In tutte queste specie le sequenze che si sono conservate identiche sono 32.
A che servono le sequenze? Poiché le specie sono separate da almeno un miliardo di anni di evoluzione, il fatto che ben 32 frammenti di Dna non siano affatto cambiati significa che hanno una ben precisa funzione. Per capire quale fosse, i ricercatori hanno trasferito alcuni di questi geni umani in topi transgenici, e hanno scoperto che anche in specie diverse questi frammenti di Dna avevano una loro funzione ben precisa, cioè regolano il funzionamento di un gene chiamato DACH1.
Le lunghe sequenze di cui non si conosce la funzione non sono quindi “terre desolate” dal punto di vista genetico, ma contengono pezzetti che regolano l’attività di geni lontanissimi. Una sfida in più ora che il genoma umano è stato completamente “decodificato”.

(Notizia aggiornata al 21 ottobre 2003)

16 ottobre 2003
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