Il cotone da mangiare

Semi di cotone in padella o alla brace. Potrebbero tra qualche decennio sfamare centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Alcuni scienziati statunitensi, infatti, hanno trovato il modo...

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Il cotone da mangiare
Semi di cotone in padella o alla brace. Potrebbero tra qualche decennio sfamare centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. Alcuni scienziati statunitensi, infatti, hanno trovato il modo per renderli commestibili.
I semi di cotone OGM che un giorno potrebbero
alimentare milioni di persone. © Kathleen Phillips /
Texas Agricultural Experiment Station
Un po’ di sale e via in padella per essere arrostiti. Non stiamo parlando di pop corn ma dei semi di cotone, che grazie all’ingegneria genetica, tra dieci anni potrebbero fare la loro comparsa sulle tavole di tutto il mondo.

Gustosi e nutrienti
Anche se il gusto è buono – secondo gli esperti somigliano vagamente alle noci - gli scienziati non hanno voluto creare un prelibato ingrediente da nouvelle cuisine. Ma rendere commestibile un alimento molto nutriente che, secondo le stime, potrebbe essere in grado di sfamare 500 milioni di persone nel mondo.

Una tossina utile
Le piante di cotone crescono in 80 paesi e rappresentano un’importante fonte di fibre per l’industria tessile e la prima fonte di guadagno di milioni di contadini in Asia e in Africa.
Ma oltre alle fibre per i nostri vestiti, il cotone produce anche una grande quantità di semi, commestibili solo per qualche animale in grado di digerire la potente tossina che contengono: il gossypol.
Questa molecola tossica protegge la pianta dagli insetti e dagli agenti patogeni ed eliminarla potrebbe provocare letali infestazioni.

Generazioni di cotone
I ricercatori di dell’A&M University in College Station del Texas guidati da Keerti Rathore, hanno utilizzato allora la bioingegneria. E, manipolando i geni della pianta, sono riusciti a bloccare al 98 per cento la produzione di gossypol, lasciandone una piccolissima e innocua quantità, per proteggere foglie, fiori e gambo. Dopo decenni di tentativi e test fallimentari, questa volta l’esperimento sembra riuscito e i ricercatori hanno fatto crescere ben tre generazioni di piante di cotone commestibili in laboratorio. Ma è ancora presto per sapere se l’OGM rimarrà stabile per sempre (senza tornare tossico) e se riesce a sopravvivere anche nei campi. Per questo, secondo Rathore, ci vorranno almeno 10 anni ancora di sperimentazione.

Altre applicazioni
Se lo studio funzionasse, potrebbe essere utilizzato anche per la modificazione di altre piante nocive come la Lathyrus sativus, anch’essa altamente proteica, di cui gli abitanti di alcuni paesi asiatici e africani si cibano durante le carestie. Ma a causa di una neurotossina, se mangiata in grande quantità può provocare la paralisi degli arti inferiori.

(Notizia aggiornata 21 novembre 2006)

21 Novembre 2006

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