Il nostro cervello è al limite

Il cervello umano sembra aver raggiunto i limiti delle sue possibiità di sviluppo. Il problema? Di natura energetica.

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Siamo davvero al top delle nostre possibilità intellettive? (© foto 3d4Medical.com/Corbis) |

Così tanto intelligenti che di più non si può: è questa la sintesi di una ricerca condotta dagli scienziati dell’Università di Cambridge secondo i quali il cervello umano avrebbe raggiunto il limite fisico del proprio sviluppo e delle proprie capacità. Secondo i ricercatori ci sarebbero insomma dei limiti biologici che impedirebbero all’uomo di diventare più intelligente di quanto lo è adesso.

Quanti calcoli fa con un litro?

Gli scienziati inglesi hanno analizzato la struttura del cervello e hanno calcolato il suo fabbisogno energetico. «Abbiamo dimostrato che il cervello umano, per funzionare, consuma energia e questa evidenza da sola è sufficiente per affermare che esiste un limite alla sue performance» spiega Simon Laughlin, professor di neurobiologia presso l’ateneo britannico.
Una capacità deduttiva molto più sviluppata rispetto a quella attuale richiederebbe una quantità di energia significativamente maggiore perchè il nostro cervello dovrebbe mettere in relazione tra loro informazioni provenienti da molte più fonti.

Sei connesso?
Altri studi hanno sostengono che le connessioni tra le diverse aree del cervello non potrebbero essere più efficienti di quanto lo sono ora senza grandi investimenti in termini di energia. E proprio l’efficienza di queste connessioni sembra essere direttamente legata al quoziente intellettivo degli individui: chi ha la rete di comunicazione cerebrale più efficiente e veloce ha una maggior capacità di elaborazione e quindi è più intelligente.
Aumentare sensibilmente la “potenza di calcolo” del cervello richiederebbe insomma un aumento più che proporzionale nei consumi energetici.
«Prevedere il futuro è sempre rischioso, ma sembra evidente che le possibilità di sviluppo della nostra intelligenza siano fortemente limitata da fattori energetici», spiega Martijn van den Heuvel,docente di psichiatria presso l’Utrecht medical center, in Olanda.

 

25 agosto 2011 | Franco Severo