Il cervello non invecchia se impara cose nuove

Cruciverba, musica e viaggi non bastano a mantenere in forma memoria e cervello degli "over 50": è più efficace mettersi d'impegno per imparare a fare qualcosa di completamente nuovo.

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Rappresentazione artistica delle sinapsi (illustrazione: © John Lund/Blend Images/Corbis). |

Come aiutare la nostra mente a non invecchiare? Mandandola a scuola. Per migliorare il funzionamento cognitivo, quindi, sarebbe più efficace l'apprendimento di una nuova attività piuttosto che l'allenamento in qualcosa che si sa già fare abitualmente. È il risultato di una nuova ricerca condotta da Denise Park dell'Università del Texas (Dallas) e di prossima pubblicazione su Phychological Science.

Diversi studi sugli anziani hanno da tempo dimostrato che per contrastare l'invecchiamento del cervello e migliorare le prestazioni mnemoniche dopo i 50 anni, è necessario mantenere in esercizio la mente stimolandola con hobby e attività varie (leggere e scrivere, suonare strumenti musicali ecc.) oltre che praticare una regolare attività fisica e una dieta equilibrata ricca di frutta e ortaggi.

Quello che questa nuova ricerca aggiunge è che le attività meno impegnative, come ascoltare musica classica o fare cruciverba, può essere meno utile al nostro cervello piuttosto che imparare un mestiere nuovo e mentalmente impegnativo come la fotografia digitale o la tecnica del quilting (tecnica per realizzare coperte, pannelli ecc.).

Per questo studio i ricercatori hanno chiesto a 221 adulti di età compresa tra 60 a 90 anni di impegnarsi in un particolare tipo di attività per 15 ore a settimana nel corso di tre mesi.

Alcuni partecipanti hanno dovuto imparare una nuova attività come la fotografia digitale o il quilting (o entrambi), impegno che ha richiesto loro un notevole sforzo di memoria e di altri processi cognitivi.

Altri partecipanti, invece, hanno svolto a casa delle attività che li hanno tenuti occupati senza un particolare sforzo mnemonico, come l'ascolto di musica classica o le parole crociate.

Infine, un terzo gruppo è stato stimolato solo a interagire socialmente facendo gite di gruppo o andando ad assistere spettacoli vari.

Al termine dello studio, è risultato che il primo gruppo di adulti impegnati nell'apprendimento di nuove e difficili competenze ha mostrato miglioramenti nella memoria rispetto agli altri due gruppi che hanno svolto attività non impegnative a casa loro o fuori casa insieme ad altre persone.

Per scoprire di più sui misteri del cervello vedi anche Brain, istruzioni per l'uso: a Milano va in mostra il cervello.

 

22 ottobre 2013 | Fabrizia Sacchetti