Scienza

Il "bisonte di Higgs" ritrovato nell'arte rupestre

Le raffigurazioni di animali preistorici nelle grotte francesi hanno aiutato a ricostruire le misteriose origini "ibride" dell'attuale bisonte europeo, dagli antenati elusivi come la particella di Dio. 

Per oltre un decennio i paleontologi si sono interrogati sugli strani risultati dell'analisi genetica di antiche ossa di bisonte dell'era glaciale, che sembravano suggerire la presenza di una specie non ancora scoperta. Alcune sezioni di genoma sembravano "fuori posto", ma le prove per decretare l'esistenza passata di una specie del tutto nuova non erano sufficienti.

Dal bosone al bisonte. Il presunto, misterioso animale ancora non reale era stato soprannominato "bisonte di Higgs", in onore della particella scoperta dal CERN dopo 48 anni di ricerche. Ora, grazie anche all'analisi dei dipinti rupestri, l'elusivo animale inizia ad assumere un volto, che lo ricollega molto da vicino all'attuale bisonte europeo (Bison bonasus), di cui sarebbe un antenato.

La ricerca guidata dall'Università di Adelaide e con la collaborazione di esperti di arte rupestre francesi, è descritta su Nature Communications.

L'evoluzione delle pitture rupestri: dal bisonte delle steppe (a) all'antenato di quello europeo (b). © Nature Communications

Indizi dall'arte. Gli scienziati si sono accorti che le raffigurazioni di bisonti in alcune grotte della Francia, come quelle di Lascaux e Pergouset, mutano nel tempo, e raffigurano due animali molto diversi. Quelle realizzate tra i 22.000 e i 18.000 anni fa mostrano i classici tratti del bisonte della steppa (Bison priscus): corna allungate, gobba prominente, arti anteriori molto robusti.

Quelle che si sviluppano a partire da 17.000 anni fa invece mostrano un animale più proporzionato, con gobba e corna più piccole.

Passaggio di testimone. Finora queste differenze erano state ricondotte a un cambiamento di stile artistico, ma la trasformazione potrebbe invece indicare che nell'epoca più recente, una nuova specie di bisonte iniziò a prevalere in Europa. La controprova è arrivata dall'analisi di sequenze di DNA nucleare e mitocondriale di ossa e denti di 64 bisonti provenienti da 20 diverse località tra Europa, Urali e Caucaso.

I dipinti nella grotta di Niaux, in Francia, databili a 17.000 anni fa, mostrano già i tratti dell'ibrido antenato del bisonte europeo. © D. VIet/CRT Midi Pyrenees

Il "bisonte di Higgs". Da questi reperti è emerso che all'incirca 120.000 anni fa, dall'unione tra il bisonte della steppa e l'uro - un grosso ruminante antenato dei moderni bovini - si sviluppò una specie ibrida, che dominò alternativamente al bisonte delle steppe a partire da 55.000 anni fa, (e che proprio per questo motivo fu protagonista dell'arte rupestre europea tra i 17.000 e i 12.000 anni fa).

Successo evolutivo. A differenza di quanto spesso accade alle specie ibride, solitamente poco fertili e destinate ad estinguersi prima, il nuovo incrocio si rivelò avvantaggiato dal punto di vista evolutivo, e sarebbe sopravvissuto fino a dare origine all'attuale bisonte europeo. Dal bisonte delle steppe si sarebbero invece evoluti i bisonti americani.

19 ottobre 2016 Elisabetta Intini
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