IgNobel 2018: tutti i vincitori del premio che fa prima ridere e poi riflettere

Dalle montagne russe contro i calcoli renali all'auto-colonscopia; dagli studi sull'apporto nutrizionale del cannibalismo a quelli sugli effetti del turpiloquio in auto: le ricerche in apparenza improbabili che si sono distinte nella più folle cerimonia scientifica dell'anno.

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David Wartinger riceve l'IgNobel per la Medicina: i vincitori ricevono un assegno del valore di 10 trilioni di dollari dello Zimbabwe, equivalente a pochi centesimi di dollaro. La premiazione prevede l'intervento di Nobel "veri" e il lancio di aeroplanini di carta sul palco.|Brian Snyder/Reuters

Nella notte di giovedì 13 settembre, uno storico teatro dell'Università di Harvard, in Massachusetts, ha fatto da cornice a uno degli appuntamenti accademici più attesi dell'anno: l'assegnazione dell'IgNobel, il Nobel "al contrario", dedicato agli studi che brillano per ilarità, autoironia e valore scientifico allo stesso tempo. Anche se il tema della 28esima edizione dell'evento, curato dalla rivista Annals of Improbable Research, era "il Cuore", le ricerche premiate hanno riguardato anche organi e funzioni anatomiche meno auliche.

 

Una cura da brividi. L'IgNobel per la Medicina è andato a due ricercatori statunitensi, Marc Mitchell e David Wartinger, per aver dimostrato come le montagne russe possano accelerare il transito dei calcoli renali. I due hanno offerto ad alcuni modelli tridimensionali di reni umani una ventina di corse sugli ottovolanti del Disney World di Orlando, in Florida. Scoprendo per di più che sedersi nel retro del vagoncino garantisce il 64% di "successo terapeutico", contro il 17% raggiunto da chi siede nei posti davanti.

Il buon esempio. Ma non c'è ricerca senza divulgazione, e questa, talvolta, implica prese di posizione coraggiose. Il gastroenterologo giapponese Akira Horiuchi si è meritato l'IgNobel per l'Educazione sanitaria per essersi somministrato da solo una colonscopia da seduto, anziché nella classica posizione sdraiata. Horiuchi, che ha riportato solo un "leggero" fastidio, lo ha fatto per incoraggiare i giapponesi a sottoporsi all'esame, in un Paese in cui le percentuali di cancro colon-rettale sono in aumento.

 

Sputi e francobolli. Un team portoghese formato da Paula Romão, Adília Alarcão e César Viana ha dimostrato che la saliva umana unita a soluzioni alcoliche è un ottimo detergente per le sculture del XVIII secolo (IgNobel per la Chimica); un gruppo internazionale di urologi ha conquistato invece il premio in Medicina riproduttiva per aver sviluppato un metodo infallibile di misurazione delle erezioni notturne (contando quante volte venivano strappate le zigrinature su una sorta di "cintura di castità" fatta di francobolli postali).

 

Non sfamiamo abbastanza. James Cole, archeologo all'Università britannica di Brighton, si è distinto per uno studio di misurazione del valore nutrizionale del cannibalismo, più volta praticato in passato da varie culture. Per la tranquillità di tutti, ha scoperto che non è poi così alto e che siamo molto meno calorici di una cena a base di bistecche.

 

Sfogati così. L'IgNobel per l'Economia è andato a un gruppo di Canada, USA, Cina e Singapore per aver dimostrato che, in effetti, accanirsi con una bambola voodoo virtuale aiuta a sfogare le frustrazioni contro il capo ufficio, senza rischiare il posto. Un'altra ricerca dall'esito prevedibile ha ottenuto l'IgNobel per la Letteratura: Thea Blackler, Rafael Gomez, Vesna Popovic e M. Helen Thompson, da Australia, El Salvador e Regno Unito, hanno dimostrato che la maggior parte delle persone che acquista costosi prodotti tecnologici non legge le istruzioni.

 

Specchio riflesso. Un gruppo di antropologi è stato premiato per aver svelato che, negli zoo, gli scimpanzé imitano gli umani tanto quanto noi imitiamo loro, e altrettanto fedelmente. Mentre l'IgNobel per la Biologia è andato a un gruppo di scienziati che ha dimostrato come, a un esperto, basti annusare un calice di vino per capire se vi sia una mosca all'interno. Infine l'IgNobel per la Pace è andato a un gruppo di Spagna e Colombia per aver misurato la frequenza, la motivazione e le conseguenze di urlare e imprecare in auto.

 

14 Settembre 2018 | Elisabetta Intini