I ghiacci marini, la circolazione atmosferica e gli inverni gelidi

Le correlazioni tra lo scioglimento dei ghiacci artici e gli eventi meteo più rigidi sono molto difficili da interpretare, anche usando modelli climatici molto sofisticati.

inverni-freddi_shutterstock_725272432
In alcune regioni del mondo, per esempio in alcuni Stati dell'America del nord, gli inverni degli ultimi anni sono stati straordinariamente rigidi. Che cosa fa da innesco a questi eventi meteo così estremi? Non c'è una risposta univoca. Per approfondire: vortice polare, negli USA fa più freddo che in Antartide.|Mike Pellinni / Shutterstock

Una nuova ricerca, che ha suscitato un acceso dibattito, ribalta una precedente interpretazione sui cambiamenti climatici: lo scioglimento dei ghiacci dell'Artico e gli inverni più rigidi non sarebbero legati da un rapporto diretto di causa-effetto. Lo studio, condotto da matematici dell'Università di Exeter (UK) e meteorologi del Royal Netherlands Meteorological Institute (Olanda), è pubblicato su Nature Climate Change.

 

Il nuovo studio suggerisce che lo scioglimento dei ghiacci artici (la banchisa polare) ha un'influenza minima sul verificarsi di inverni più rigidi alle medie latitudini, che sarebbero invece indotti dai flussi di aria fredda dovuti a cambiamenti della circolazione atmosferica.

Connessioni e correlazioni. I ricercatori hanno elaborato i dati di quarant'anni di osservazioni sul clima utilizzando due sofisticati modelli climatici sperimentali (software che macinano enormi quantità di dati), arrivando alla conclusione che scioglimento dei ghiacci e inverni rigidi vanno effettivamente di pari passo, ma non in una relazione di causa ed effetto. «Lo studio mostra che la causa principale è da attribuire ai cambiamenti della circolazione atmosferica», afferma il matematico Russell Blackport, coordinatore del lavoro: «le correnti di aria calda si muovono verso l'Artico, mentre quelle di aria fredda si spostano verso le medie latitudini.»

Sulla base delle serie storiche di dati meteorologici, i ricercatori sottolineano che negli anni in cui gli inverni rigidi coincidevano con lo scioglimento dei ghiacci marini, era il freddo ad arrivare circa un mese prima: «Se fosse stato la causa dell'abbassamento delle temperature, sarebbe stato il ghiaccio a sciogliersi per primo», afferma Blackport.

 

Lo studio è molto discusso: «Il rapporto tra scioglimento dei ghiacci artici e raffreddamento del continente è un tema su cui si dibatte da oltre dieci anni», chiarisce James Overland, climatologo del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), «e non è corretto escludere la causalità tra i due fenomeni. Perché anche se entrambi fossero effettivamente determinati da cambiamenti nella circolazione atmosferica, lo scioglimento dei ghiacci marini, una volta iniziato, avrebbe un ruolo importante sul meteo e sul raffreddamento».

 


 

Questa notizia aderisce a #coveringclimatenow, un'iniziativa globale volta ad aumentare la copertura di informazioni sui temi del cambiamento climatico dal 15 al 23 settembre, nei giorni che precedono e seguono il summit sul clima delle Nazioni unite.

20 Settembre 2019 | Chiara Guzzonato