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I bambini ci ascoltano…anche prima di nascere

Uno studio sulle pecore ha spiato come sentono i feti di agnellini... ma anche quelli umani. E ha scoperto che Focus.it per un feto suona "ouuoi".

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I bambini ci ascoltano…anche prima di nascere
Uno studio sulle pecore ha spiato come sentono i feti di agnellini... ma anche quelli umani. E ha scoperto che Focus.it per un feto suona "ouuoi".

 

Un feto di 5 mesi. Sentirebbe molto meglio le vocali rispetto alle consonanti. Focus.it per  lui suonerebbe più o meno 'ouuoi'.
Un feto di 5 mesi. Sentirebbe molto meglio le vocali rispetto alle consonanti. Focus.it per lui suonerebbe più o meno "ouuoi".

 

I bambini ci ascoltano anche prima di nascere e riescono, almeno secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori americani, a distinguere anche i suoni. Per giungere alla conferma della teoria empirica che parlare con un bambino quando è ancora nel pancione della mamma non è del tutto inutile, il professor Ken Gerhardt dell'università della Florida ha compiuto una serie di esperimenti su feti di pecora, riuscendo a determinare cosa e come sentono prima di nascere.
Belare agli agnellini. La ricerca è stata condotta inserendo sottili elettrodi nell'orecchio interno dei feti e registrando gli impulsi generati nell'orecchio come risposta ai suoni percepiti dall'esterno. Trasmettendo delle parole attraverso un altoparlante posto sul corpo della pecora madre, si è visto come solo i suoni a bassa frequenza (come le vocali) venivano percepiti più facilmente mentre quelli ad alta frequenza (le consonanti) arrivavano molto più ovattati. Da ciò la conseguenza che il feto riusciva a percepire solo la parte più melodica delle parole.
In ascolto. Quando poi i ricercatori hanno fatto riascoltare a un gruppo di volontari le registrazioni di quanto si udiva nel grembo delle pecore, i partecipanti sono riusciti a distinguere soltanto il 40% delle parole, mentre il resto erano come un insieme indistinto di suoni, così come se una persona avesse parlato loro attraverso una pesante tenda.
Secondo Gerhardt lo studio può essere considerato attendibile anche per ciò che riguarda i feti umani: l'udito delle pecore è molto simile a quello dell'uomo e gli ovini sono generalmente utilizzati nelle ricerche sulla gravidanza.
Ciò significherebbe che un bambino, prima di nascere, riesce a sentire i discorsi che vengono fatti esternamente, cogliendone soprattutto la parte più melodica e i suoni a frequenza più bassa. Per dirla in termini musicali, un feto sente le note più basse e non quelle più alte e, quindi, sentirebbe meglio un tamburo di un violino.

(Notizia aggiornata al 9 febbraio 2004)

 

5 febbraio 2004