I 7 esperimenti scientifici più terrificanti mai tentati

Talvolta la scienza si spinge un po' troppo in là, per esplorare settori che nessun altro ha ancora indagato: ecco una rassegna di studi che vi farà storcere il naso e tremare le gambe. Con una domanda che resta aperta: dove possiamo, e vogliamo arrivare?

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Farsi crescere un parassita nel piede. La pulce della sabbia (Tunga penetrans) è l'ultima creatura con cui in estate vorremmo avere a che fare. L'insetto entomofago (qui al microscopio) penetra nella cute dell'ospite - mammiferi a sangue caldo, uomo incluso - dove si annida, deposita escrementi, si riproduce, fa le uova e poi muore, dopo 4-6 settimane. In Africa, India e Sud America questo parassita crea grandi problemi, ma i suoi meccanismi di riproduzione non erano noti finché Marlene Thielecke, una ricercatrice tedesca in medicina tropicale al lavoro in Madagascar, non è stata attaccata a sua volta. La donna ha deciso coraggiosamente di lasciar dimorare il parassita nel suo piede per 6 settimane, per osservarne il ciclo vitale. E ha scoperto che le pulci maschio fecondano la femmina dopo che questa ha preso dimora nell'ospite. Quella nel suo piede, accuratamente isolato, è rimasta vergine, e non è riuscita a riprodursi.

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Scoprire dove dimora la paura nel cervello. Quella della paura è un'esperienza universale, ma quali sono le sue origini biologiche? Per rispondere a questa domanda, nel 2011 un team di ricercatori statunitensi ha sottoposto una paziente donna, denominata SM, a ogni tipo di stimolo terrorizzante: dai film dell'orrore all'incontro con ragni e serpenti, fino alla visita di una casa con la fama di essere infestata dai fantasmi. La donna, con gravi lesioni all'amigdala, una parte del cervello implicata nell'elaborazione della paura, non ha fatto una piega. Due anni dopo, la poveretta si è prestata a un altro esperimento, in cui ha dovuto inalare anidride carbonica (un test che causa la sensazione di asfissia): in questo caso, ha avuto un attacco di panico. La prova evidente che l'amigdala non è la sola regione cerebrale coinvolta nell'elaborazione di questo stato emotivo.

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Il sangue dei giovani per ringiovanire i vecchi. Con una serie di esperimenti degni del peggiore film su Dracula, due gruppi di ricercatori americani hanno dimostrato che il sangue degli individui giovani, trasfuso nelle vene di quelli più anziani, ha effetti benefici che vanno dal miglioramento delle capacità cognitive a benefici sul tono muscolare del ricevente (qui i risultati completi delle ricerche, e i possibili sviluppi). Peccato che ancora non si sappia se vale per l'uomo: le trasfusioni sono avvenute su coppie di topi di laboratorio.

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Terrorizzare a morte i soggetti sperimentali. Ci riuscì perfettamente lo psicologo statunitense Stanley Milgram, in un celebre esperimento di psicologia sociale del 1961. Per testare la propensione dei soggetti ad obbedire agli ordini ricevuti (sulla scia del processo contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, che si svolgeva proprio in quei mesi), Milgram chiese ad alcuni soggetti di amministrare una (finta) scossa elettrica ad altrettanti volontari sistemati in un'altra stanza. I poveretti, premendo il pulsante, sentivano (finte) urla atroci, suppliche, fino all'assoluto silenzio. Potevano chiedere di smettere, e lo sperimentatore avrebbe semplicemente ribadito l'ordine, per 4 volte, senza costringerli ulteriormente. Ma il 65% dei volontari ha proseguito fino alla fantomatica scossa letale, mostrando un sorprendente grado di obbedienza che andava contro i più banali principi morali.

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Scoprire che i corvi non dimenticano le facce. Chi ha avuto i brividi per il film Gli uccelli di Hitchcock non sarà contento di sapere che i corvi hanno un'ottima memoria visiva per i volti umani. Un gruppo di ricercatori di Seattle ha provato a indossare una maschera da uomo delle caverne per catturare e ingabbiare alcuni corvi, e un'altra diversa maschera per nutrirli e liberarli. Gli animali hanno imparato ad associare perfettamente la maschera al rispettivo comportamento. E hanno preso ad attaccare dall'alto gli sperimentatori che indossavano la prima maschera. Ma in fondo, per assicurarsi di essere al sicuro, basta trattarli sempre con riguardo.

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Armeggiare con cuori non-morti. In un esperimento che rievoca le stesse atmosfere dei film sugli zombie, ma con una significativa dose di sadismo in più, un team di medici californiani ha trapiantato, su 5 babbuini, i cuori ormai privi di battito di altrettanti primati morti. Nessuno degli esemplari è sopravvissuto più di 34 giorni, per vari problemi di rigetto, ma gli organi hanno comunque funzionato per breve tempo. Segno che in futuro, la gamma degli organi disponibili per il trapianto potrebbe forse essere ampliata ulteriormente.

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Creare un piccolo Frankestein in laboratorio. Guardate questo topolino: qualche tempo dopo questo scatto, tutti l'avrebbero riconosciuto come il topolino di Vacanti, noto per avere un orecchio realizzato in laboratorio impiantato sulla schiena. Ricercatori dell'Università del Massachusetts guidato dal Professore Charles Vacanti hanno fatto crescere alcune cellule cartilaginee bovine su una struttura organica a forma di orecchio umano, che poi si è dissolta: l'organo così creato è stato sistemato sulla schiena del topolino, nato senza sistema immunitario, per dimostrare che potesse attecchire. La foto del topo con l'orecchio sulla schiena è diventata, negli anni '90, una bandiera della protesta contro l'ingegneria genetica.

Farsi crescere un parassita nel piede. La pulce della sabbia (Tunga penetrans) è l'ultima creatura con cui in estate vorremmo avere a che fare. L'insetto entomofago (qui al microscopio) penetra nella cute dell'ospite - mammiferi a sangue caldo, uomo incluso - dove si annida, deposita escrementi, si riproduce, fa le uova e poi muore, dopo 4-6 settimane. In Africa, India e Sud America questo parassita crea grandi problemi, ma i suoi meccanismi di riproduzione non erano noti finché Marlene Thielecke, una ricercatrice tedesca in medicina tropicale al lavoro in Madagascar, non è stata attaccata a sua volta. La donna ha deciso coraggiosamente di lasciar dimorare il parassita nel suo piede per 6 settimane, per osservarne il ciclo vitale. E ha scoperto che le pulci maschio fecondano la femmina dopo che questa ha preso dimora nell'ospite. Quella nel suo piede, accuratamente isolato, è rimasta vergine, e non è riuscita a riprodursi.