
L’oro, si sa, è prezioso per la sua rarità, per la sua bellezza e per alcune caratteristiche che lo rendono particolarmente apprezzabile. Ma da dove arriva l’oro che c’è sulla Terra? Chi lo ha plasmato?
E’ noto che la maggior parte degli elementi (atomi) presenti non solo sulla Terra, ma anche nell’intero Universo nascono all’interno delle stelle (ad eccezione dell’idrogeno che si formò subito dopo il Big Bang). Ho detto “la maggior parte” perché le condizioni presenti all’interno delle stelle riescono a dare vita atomi tra anche molto complessi, ma non più complessi del ferro. Da dove vengono allora gli altri elementi, oro compreso? Sono necessari eventi “estremi” che non si trovano neppure nel cuore delle stelle. La maggior parte di questi eventi si verificano quando si osserva un raggio gamma, chiamato anche con la sigla GRB. I raggi gamma infatti, si formano quando collidono tra loro due “stelle di neutroni”, stelle che da molto tempo hanno già terminato la loro storia che le vede trasformare idrogeno in elio e l’elio in altri elementi e sono esplose nella fase di supernovae. Uno di questi RGB è stato osservato recentemente provenire da 3,9 miliardi di anni luce da noi e data la sua relativa vicinanza ha permesso di arrivare a capire che da esso ha preso forma anche oro. Secondo una recente ricerca realizzata da astronomi della Harvard University, l'oro presente sulla Terra (e non solo) si è formato proprio durante tali estremi eventi. Spiega Edo Berger che ha realizzato tale ricerca e astronomo al Smithsonian Center for Astrophysics (CfA), alla Harvard: "Abbiamo calcolato che la quantità d'oro prodotta ed espulsa durante la collisione tra due stelle a neutroni può aggirarsi attorno alle 10 masse lunari”. Ciò vuol dire che ogni volta che due stelle a neutroni si scontrano si forma tanto oro da poter dare vita a 10 lune come la nostra.
Siamo polvere di stelle
Ovviamente questo oro non si aggrega in oggetti solidi, ma viene disperso durante l’esplosione e poi può finire all’interno dei sistemi solari in formazione e quindi nei pianeti che andranno a formarsi. “Abbiamo calcolato – sottolinea l’astronomo - che circa 1/100 di una massa solare può venire espulso in simili lampi, e parte di questa materia è oro”. Il detto dunque “siamo polvere di stelle” ha trovato in questo studio un’ulteriore conferma e quando guarderemo all’oro sapremo una volta di più di stringere quella che un tempo era una stella.