Gli anemoni di mare incastrati nei ghiacci del Polo Sud

Mangiano, si riproducono, ma soprattutto sopravvivono con il corpo circondato dal pack antartico, senza morire congelati: la strana storia degli anemoni di mare trovati accidentalmente da un gruppo di geologi.

anemone
Le foto degli anemoni in loco (A e B) e di un singolo esemplare. Nella foto B, i due puntini rossi si trovano a 10 centimetri di distanza. Photo: Marymegan Daly, Frank Rack, Robert Zook |

Ci si può aspettare di vederli abbarbicati alle rocce o alle barriere coralline dei mari tropicali, ma certo nessuno immaginava di trovarne alcuni incastonati nei ghiacci dell'Antartide. Grandi quantità di anemoni di mare - polipi urticanti imparentati con coralli e meduse - sono state rinvenute sotto al pack ghiacciato del Polo Sud. Con grande stupore degli scienziati, che non riescono a spiegarsi come l'animale faccia a sopravvivervi.

 

La nuova specie di anemone bianco, ribattezzata Edwardsiella andrillae, è stata trovata nel corso di una spedizione geologica da un team di ricercatori dell'University of Nebraska-Lincoln (Stati Uniti).

Gli scienziati stavano perforando la Barriera di Ross, uno spesso strato di ghiaccio nell'omonimo mare, con un dispositivo collegato a una telecamera, quando hanno filmato gli animali con il corpo sepolto nel ghiaccio e i tentacoli a mollo nell'acqua sottostante. La scoperta, avvenuta tra il 2010 e il 2011, è stata descritta in questi giorni in un articolo su PLOS ONE.

 

L'analisi anatomica dei campioni non ha rilevato differenze macroscopiche con altre specie meglio conosciute: come questi invertebrati possano farsi largo nei ghiacci - scavandone la superficie durissima - rimane per ora un mistero. Forse, ipotizzano gli scienziati, possono secernere sostanze chimiche in grado di sciogliere parti del pack.

Non si sa ancora, inoltre, come gli anemoni possano sopravvivere a queste temperature senza congelare (sono gli unici animali marini di cui si sa, ad ora, che vivono incastrati nel ghiaccio), né come facciano a riprodursi. «Ci piacerebbe avere informazioni genetiche su questi animali per trovare le risposte» ha commentato Marymegan Daly dell'Ohio State University, che condotto le analisi.

Sfortunatamente gli scienziati coinvolti nella spedizione avevano a disposizione una soluzione che ha conservato il corpo degli anemoni distruggendone però il DNA. Del resto, nessuno si aspettava di trovare vita in quei ghiacci.

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3 gennaio 2014 | Elisabetta Intini