Giorno del Pi greco, il numero che è sempre tra noi

Il numero irrazionale di cui il 14 marzo si festeggia il "compleanno" entra in molte questioni che riguardano la medicina, l'ingegneria, la natura. Più di quanto immaginiamo.

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Un elefante in un fiume: due elementi (fiume ed elefante) che hanno molto a che fare col pi greco.|Shutterstock

Lo incontriamo per la prima volta alle scuole medie, quando scopriamo che per calcolare l'area di un cerchio a partire dal diametro (o viceversa, per trovare il diametro se è nota la lunghezza della circonferenza o l'area del cerchio), bisogna fare i conti con un numero antico, il π (pi greco), 3,1415926535..., che sulle prime mostra una natura abbastanza ambigua.

 

È ambiguo perché se da un lato è rassicurante, perché è una costante (una qualsiasi circonferenza divisa per il raggio diametro dà come risultato sempre questo numero), dall'altro è un po' sfuggente nel suo essere irrazionale, perché si compone di una serie infinita di cifre decimali, che gli scienziati calcolano e aggiornano continuamente, ma che non sarà mai conoscibile completamente.

 

Una torta per celebrare il giorno del pi greco.
Una torta per celebrare il giorno del pi greco. | Shutterstock

Pi greco nel cuore. In ogni caso, alzi la mano chi, dopo le medie, ha mai usato il pi greco per calcolare l'area di un dvd della Playstation, o il "perimetro" di una crostata all'albicocca. Eppure, il nostro caro π risulta indispensabile in tante attività che interessano la vita quotidiana di molti di noi.

 

In particolare, pi greco è fondamentale in tutte quelle formule che descrivono un fenomeno fisico che si ripete periodicamente in un tempo fisso, come il ritmo di un cuore che pulsa o di un pianeta che orbita intorno al sole, ma compare anche nelle equazioni che descrivono la respirazione di un bambino o l'alternarsi del sonno e della veglia nel corpo umano.

 

 

In modo persino più evidente, pi greco compare anche in certi fenomeni naturali. Qualche anno fa, infatti, Hans-Henrik Stolum, matematico e ricercatore dell'Università di Cambridge, dimostrò che pi greco è anche il valore a cui tende il rapporto tra la lunghezza effettiva di un fiume dalla sorgente alla foce e la sua lunghezza in linea d’aria (il percorso che farebbe se andasse dritto, insomma). E c'è addirittura chi ha dimostrato che l'altezza di un elefante, dal suolo alla spalla, si può calcolare moltiplicando per 2π il diametro di una sua zampa.

14 Marzo 2018 | Roberto Graziosi