Focus

Gigantesche cattedrali di ghiaccio sotto i ghiacci della Groenlandia

Pinnacoli ghiacciati alti come grattacieli individuati dai radar della Nasa negli strati più profondi della calotta glaciale: la loro origine dipenderebbe dallo scioglimento e dal successivo ricongelamento dei ghiacci inferiori.

greenland-glacier-radar
L'immagine radar di una porzione dei ghiacci sommersi della Groenlandia mostra le strutture appuntite e a "girandola". Photo: Mike Wolovick |

Quando si pensa alla calotta glaciale della Groenlandia viene in mente un'immensa, uniforme distesa di bianco. Ma nei suoi strati meno superficiali si nasconde un vero tesoro scolpito da Madre Natura: imponenti torri di ghiaccio che svettano alte come grattacieli, e formazioni sommerse intricate come ghirigori di cui non si conosceva l'esistenza.

Questo mondo sommerso, rivelato da esplorazioni radar della Nasa, in grado di penetrare attraverso lo spesso strato di ghiacci, è descritto in un articolo uscito su Nature Geoscience.

 

Montagne di ghiaccio
VAI ALLA GALLERY (N foto)

 

Girandole e spunzoni
Stupore naturalistico a parte, la scoperta potrebbe servire a capire meglio come si comportano questi ghiacci, e come il global warming potrebbe influire sulla loro struttura. «Se potessimo sollevare uno strato di ghiacci alla volta, vedremmo che non sono piatti, come quelli di una torta a strati» spiega Robin Bell, uno dei ricercatori del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University di New York che ha partecipato allo studio. «Apparirebbero più come rotoli di Pan di Spagna ghiacciati. Il ghiaccio è piegato, deformato e ripiegato» tanto che il ghiaccio vecchio di 120 mila anni che dovrebbe trovarsi a 2,5 chilometri di profondità si trova ad appena un chilometro dalla superficie».

 

Il ghiacciaio Petermann con il gigantesco iceberg staccatosi nel 2012. Photo: Nasa |

 

Roccia? No, ghiaccio

 

Finora, gli scienziati che studiavano la calotta glaciale della Groenlandia erano convinti che sotto ad essa si celassero vere e proprie catene montuose. Ma la ricerca basata sulle più sofisticate tecnologie radar messe in campo dalla Nasa negli ultimi 20 anni, e più recentemente nel progetto IceBridge, smentisce le precedenti ipotesi: non si tratta di rocce, ma di ghiaccio, e queste strutture - alcune delle quali spesse anche un chilometro - ricoprono il 10% delle aree sotto alla calotta glaciale del nord della Groenlandia.

 

Origine e conseguenze
Le formazioni deriverebbero dallo scioglimento e dal successivo ricongelamento dell'acqua sul fondo della calotta glaciale. Il ghiaccio si riscalda sotto al suo stesso peso, si scioglie e righiaccia formando le curiose strutture, in un processo che dura da centinaia di migliaia di anni e che potrebbe favorire lo scivolamento dei ghiacciai.

Una dozzina di queste strutture sommerse sono state individuate sotto al ghiacciaio Petermann, nel nord-ovest dell'isola, da cui nel 2012 si staccò un iceberg più grande di Manhattan.

Ti potrebbero interessare anche:

L'eccezionale canyon scoperto sotto alla Groenlandia
GROVER, il rover che studia i ghiacci della Groenlandia
Il global warming tingerà di verde la Groenlandia
Le piscine di ghiaccio sciolto della Groenlandia

 

25 giugno 2014 | Elisabetta Intini