Scienze

Giappone: da 40 anni gli esperti criticavano quel tipo di reattore

Cronaca di un disastro preannunciato.

La centrale nucleare giapponese di Fukushima è stata costruira negli anni ’60 dalla General Electric. La sicurezza del sistema di reattori Mark 1 è considerato da anni poco sicuro perché non è progettato per fronteggiare gravi disastri.

“I reattori della centrale Fukushima sono ad acqua bollente e il sistema di sicurezza non è mai stato considerato sicuro.”

Costruito negli anni ‘60 - Fukushima è una centrale nucleare costruita dalla General Electric alla fine degli anni '60 e funziona in maniera simile a una pentola a pressione. La sua struttura si basa su tre involucri posti uno dentro l'altro. Al centro c’è il nocciolo dove avviene la fissione che sprigiona l'energia termica trasformata in energia elettrica da turbine e alternatori. Nel nucleo sono presenti dei sistemi di raffreddamento dell'uranio per prevenire il surriscaldamento del combustibile. Il tutto è protetto da contenitore di sicurezza, circondato da una gabbia esterna ad alta resistenza, che dovrebbe scongiurare lo sprigionamento di materiali radioattivi nell'ambiente.

Vecchie critiche - I reattori della centrale Fukushima sono dei General Electric BWR Mark I, dei reattori ad acqua bollente nei quali il calore della reazione nucleare fa bollire l'acqua che produce il vapore necessario ad azionare la turbina che genera elettricità. Già nel 1972 la Atomic Energy Commission raccomandava che il sistema Mark 1 fosse sostituito perché non sufficientemente robusto per contenere la pressione dell’acqua in situazioni di pericolo. Anche la Nuclear Regulatory Commission, authority indipendente Usa del settore, nel 1986 aveva messo in dubbio l’efficienza del sistema di contenimento dei reattori “Mark I” perché costruiti per far fronte a incidenti di media gravità. Pare infatti che in fase di progettazione siano stati previsti sistemi di sicurezza a basso costo che reagiscono bene di fronte a problemi più o meno “ordinari”, ma non in grado di fronteggiare un grave disastro come quello che ha colpito il Giappone la scorsa settimana.

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16 marzo 2011
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