Nella polvere di casa 9 mila "coinquilini"

Censite e localizzate le specie di funghi e batteri con cui dividiamo l'appartamento. Una ricerca che vi farà venir voglia di pulire (ma potreste anche non farlo).

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La polvere di casa con capelli, polline e scorie animali. | Dennis Kunkel Microscopy, Inc./Visuals Unlimited/Corbis

Non turbano la quiete domestica, ma ci sono, e sono tantissimi: circa 9 mila diverse specie di funghi e batteri affollano la polvere delle nostre case. A dirlo è un nuovo studio dell'Università del Colorado-Boulder pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society B.

 


«Da tempo sappiamo dei microbi che vivono tra le mura domestiche» dice Noah Fierer, tra gli autori. «Quello che vogliamo fare qui è un po' di scienza vecchio stile, capire cioè come questi varino nello spazio». La ricerca nata da un progetto di citizen science è stata intitolata, non a caso, The Wild Life of Our Homes ("La vita selvaggia delle nostre case").

 

Sporchi per la scienza. Gli abitanti di 1.200 case statunitensi hanno inviato ai ricercatori campioni di polvere domestica prelevati dalle cornici delle porte, un luogo, secondo gli esperti, raramente interessato dalle pulizie.

 

Infiltrati. Le analisi microscopiche dei campioni hanno rivelato una fauna ricchissima, che comprende almeno 2 mila varietà di funghi, tra cui le note muffe Aspergillus, Penicillium, Alternaria e Fusarium. A determinare la composizione dei funghi è la posizione della casa, perché questi sono introdotti per lo più dall'esterno, ed entrano attraverso scarpe, vestiti, balconi e porte di casa.

 


A ognuno i suoi. Ci sono poi circa 7 mila specie di batteri, come Staphylococcus e Streptococcus, comunemente associati alla pelle umana, oltre a Bacteroides e Faecalibacterium, collegati alle feci. A influire sulla composizione della fauna batterica domestica sono - più di ogni altra variabile - gli abitanti di casa: un nucleo solo femminile avrà batteri diversi da una famiglia al maschile, e chi tiene animali ne avrà altri ancora, caratteristici.

 

Il prossimo passo sarà stabilire l'influenza di questi "ospiti" sulla nostra salute. Ma non c'è da preoccuparsi: la maggior parte di essi è innocua, se non addirittura benefica.

 

26 agosto 2015 | Elisabetta Intini