Fukushima: reattori nucleari a rischio e acqua contaminata. Il governo non conferma.

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Prefettura di Fukushima: controlli radiologici sulla popolazione.

È di questi giorni una notizia allarmante diffusa da NaturalNews.com, pubblicazione di Taiwan in lingua inglese: secondo una fonte che ha chiesto l'anonimato sarebbe crollata una parete di confinamento dell'edificio del reattore 4 di Fukushima Dai-ichi, compromesso dallo tsunami del'11 marzo 2011.
 
È tuttavia lo stesso giornale ad ammettere di non avere avuto conferme del fatto: né dal governo giapponese o dalla Tepco (la società elettrica che gestisce gli impianti di Fukushima) né da altre fonti.
 
Per il governo la situazione a Fukushima è differente. Il Primo Ministro ha convocato per venerdì 16 dicembre una conferenza stampa durante la quale ufficializzerà che l'impianto è sotto controllo e che sono state avviate le procedure di spegnimento dei reattori (il cosiddetto cold shutdown). Nel calendario della conferenza ci sarebbe anche la presentazione del piano di smantellamento (decommissioning) della struttura, un'operazione della durata di trent'anni.
 
Nessuna notizia, invece, su Otsuka Norikazu, il presentatore tv al quale a fine novembre è stata diagnosticata una grave forma di leucemia, subito attribuita al clamoroso gesto del giornalista che ha consumato in diretta cibo proveniente - a suo dire - dalla "zona rossa" attorno all'impianto solo per dimostrare quanto fosse innocuo e per ridare fiducia agli abitanti della prefettura di Fukushima. E, a proposito di questi, non ci sono notizie sul loro stato di salute, benché uno studio (ufficiale) abbia misurato che la dose assorbita da ciascuno è compresa tra i 5 e i 14 mSievert, a seconda della vicinanza all'impianto e solo per contaminazione diretta (ossia escludendo il contributo di aria, acqua e cibo), mentre la dose limite è di 1 mS/anno.
 
Nessun commento anche sullo studio (ufficiale) che ha misurato un tasso di radioattività 50 volte superiore al normale nelle acque costiere: è stato ignorato dai principali mezzi di informazione giapponesi e dal governo, che si è invece rumorosamente e pubblicamente indignato con la Tepco perché avrebbe voluto scaricare in mare dei residui d'acqua di raffreddamento debolmente radioattiva senza chiedere il permesso ai pescatori della zona.
 
Pur di mantenere il clima di ottimismo le autorità giapponesi tacciono dunque molte cose, al punto da forzare un commento persino da parte del compassato Nature: «I politici sono incapaci di dare risposte scientifiche alle domande, i portavoce raccontano storie confuse. Il Giappone può fare di meglio, e i giapponesi si meritano di meglio».

15 Dicembre 2011 | Raymond Zreick