Scienze

Fossili della Crimea: l'uccello gigante del Pleistocene

La sorprendente scoperta dei resti fossili dell'uccello più grande mai esistito: incapace di volare, era alto più di tre metri e pesava oltre 400 kg.

Doveva essere davvero spaventoso, per un uccello: era alto almeno tre metri e mezzo, pesava non meno di 450 chilogrammi e certamente non era semplice da avvicinare. A oggi, è l'uccello più grande di cui si abbia conoscenza, scoperto in una grotta della Taurida, in Crimea, sulla costa settentrionale del Mar Nero. La soperta e lo studio del fossile sono riportati sul Journal of Vertebrate Paleontology.

uccelli giganti: moa, Dinornis robustus
Scheletro completo di Dinornis robustus, una delle specie di moa. © Wikimedia

Nikita Zelenkov, dell'Accademia delle Scienze Russe, coordinatore dello studio, ammette che «dalla stima del peso dell'uccello, dedotta dal femore che tenevo tra le mani, abbiamo pensato di aver trovato i resti di un uccello elefante del Madagascar, un esemplare di Aepyornis, che è un genere di uccelli scomparso pochi millenni fa, ed è solo perché non erano mai stati rinvenuti in Europa che abbiamo approfondito le indagini: ed è stata una fortuna, perché questa è una storia diversa».

Al momento i ricercatori non hanno ancora dati sufficienti per stabilire se fosse strettamente correlato agli struzzi o ad altri uccelli, ma quel che è certo è che era almeno tre volte più grande dei moa (Dinornithiformes), altri uccelli giganti e incapaci di volare, estinti probabilmente nel corso del XIX secolo. Per dimensioni somigliava più o meno a un orso polare adulto: analisi approfondite hanno permesso di stabilire che apparteneva alla specie Pachystruthio dmanisensis (o Struthio dmanisensis), di cui però si conosce poco, oltre al fatto che nessuno prima d'ora si era mai cimentato nel tentativo di stimare dimensioni e peso di quegli animali.

uccelli giganti: Aepyornis, uccello elefante del Madagascar
Illustrazione: uccello elefante del Madagascar (Aepyornis). © Wikimedia

Grosso e veloce, non volava: l'analisi del femore (lungo e snello) suggerisce che, a differenza degli uccelli elefanti, che non potevano correre ad elevata velocità (e neppure volare), doveva essere un buon corridore. E probabilmente era proprio la velocità che permetteva al P. dmanisensis di sfuggire ai suoi predatori, tra i quali quasi certamente c'era anche l'uomo.

Grazie anche ad altri fossili (bisonti) rinvenuti in prossimità delle ossa dell'uccello si è potuto datare i resti a circa 1,5 - 2 milioni di anni fa, in pieno Pleistocene (in quello che per gli ominidi era il Paleolitico), ed è ormai accertato che, a quell'epoca, quella regione era abitata da nostri precursori: a un migliaio di km di distanza, a Dmanisi (Georgia), è stato scoperto il più antico sito di ominidi al di fuori dell'Africa.

La Taurida è ricca di grotte, molte delle quali sono venute alla luce solo nel 2018 durante gli scavi per la costruzione di un'autostrada: da allora sono stati portati alla luce molti resti di mammut, ma con la scoperta del grosso uccello si apre una nuova era nella ricerca paleontologica di quel sito.

27 giugno 2019 Luigi Bignami
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