Il T. rex dei trilobiti scoperto in Australia

Il fossile di una nuova specie delle creature che dominarono i mari nel Cambriano è venuto alla luce in un deposito di 500 milioni di anni fa: era lungo il doppio dei suoi simili.

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Illustrazione: ricostruzione artistica del Redlichia rex.|Artwork by Katrina Kenny

Il fossile di una specie gigante e finora sconosciuta di trilobite è stato rinvenuto in una formazione geologica di Emu Bay, sulla Kangaroo Island, in Australia. La scoperta aggiunge nuovi, importanti tasselli alle attuali conoscenze dell'Esplosione del Cambriano, l'evento di massiccia diversificazione di specie che interessò la Terra a partire da 540 milioni di anni fa, nel quale videro la luce i precursori della maggior parte degli organismi che oggi popolano il Pianeta.

 

I trilobiti, artropodi marini antenati dei moderni crostacei e insetti, protetti da un massiccio esoscheletro, furono uno dei gruppi animali di maggiore successo di quel periodo: abitarono la Terra per 270 milioni di anni, in un periodo compreso tra 521 e 252 milioni di anni fa circa.

 

La "longevità" della specie e l'abbondanza di fossili hanno contribuito a eleggerli a organismi modello per lo studio del Cambriano.

Il terrore dei mari. La nuova specie rinvenuta in Australia, vissuta circa 500 milioni di anni fa, cresceva fino a 30 cm, il doppio dei trilobiti dello stesso periodo ritrovati (sempre in Australia). Per le dimensioni extralarge e le zampe munite di "spine", che usava forse per sminuzzare il cibo, l'animale è stato battezzato Redlichia rex (il richiamo è al Tyrannosaurus rex). La scoperta, coordinata dagli scienziati dell'Università di Adelaide, è descritta sul Journal of Systematic Palaeontology.

 

Attacco o difesa? Gli esemplari di Emu Bay, che - fatto raro - si sono conservati anche nelle parti molli, mostrano ferite inferte da predatori in grado di schiacciarne la corazza. Questa particolarità, insieme alla presenza di coproliti (fossili di feci) nel deposito, fanno pensare che il Redlichia rex fosse preso di mira da predatori come l'Anomalocaris (una sorta di grosso gambero), oppure che la specie non disdegnasse il cannibalismo.

 

Nel corso del Cambriano, la rincorsa tra prede e predatori stimolò lo sviluppo di strategie difensive e offensive, come esoscheletri e spine: lo dimostrano le dimensioni, lo scudo e le zampe demolitrici del Redlichia rex.

 

22 Giugno 2019 | Elisabetta Intini