Scienze

Estate 2014: dov'è il caldo?

L'estate che stiamo vivendo è fresca e piovosa, anomala, ma non unica nel suo genere. Che cosa sta succedendo al nostro clima?

Ora anche i meteorologi si arrendono. Se negli anni scorsi, a fine luglio, almeno qualcuno si lasciava sfuggire una previsione su come sarebbe stato il tempo di agosto, per definizione mese delle vacanze, ora, tutti compatti, dicono che le previsioni a lunga scadenza non hanno valore.

In realtà sono molti i casi dove i meteorologi non sono riusciti a prevedere neppure il tempo a 48 ore di distanza. Il fatto è che i siti di previsione meteorologica (sicuramente troppi) a cui facciamo riferimento hanno pochi mezzi per affrontare la valutazione di un clima così difficile, quasi impazzito, e i modelli su cui fanno affidamento non funzionano a dovere.

L'ESTATE CHE NON C'È. Ma al di là delle previsioni quel che c’è di reale è che l’estate 2014 è davvero anomala. Piove, fa freddo e non ci sono state, fino ad oggi, forti ondate di calore. In alcuni giorni le temperature al centro nord non hanno superato i 20 °C, temperature da primo autunno, mentre la piovosità ha segnato record memorabili. Secondo più fonti, ad esempio, sul centro nord Italia l’estate fin qui trascorsa è risultata la più piovosa da 60 anni a questa parte. Al nord Italia si sono registrati 21 giorni di pioggia su 28, contro le medie di 6 su 31; al centro Italia di 15 su 28 (media 3 su 31) e al sud di 9 su 28 (media 2 su 31).

LE CAUSE. La ragione delle attuali condizioni meteo sono controverse. I meteorologi avanzano diverse ipotesi che non sono in contrapposizione tra loro, al punto che tutte potrebbero avere un peso, più o meno significativo. Probabilmente bisognerà attendere qualche mese per avere un quadro più completo e interpretare ciò che è successo nella sua globalità, ma intanto ecco in sintesi le due interpretazioni che raccolgono la maggior parte dei consensi.

Avremo ancora un "clima mediterraneo"? |

MEDITERRANEO E ATLANTICO. C’è chi sostiene che il forte riscaldamento del Mediterraneo avvenuto tra maggio e giugno sia la causa prima delle forti e intense piogge che si sono verificate a luglio. Riscaldamento significa forte evaporazione e perciò di eventi quali nubifragi e piovaschi.

Altri invece ipotizzano che la causa sia da ricercare in quel che avvenne tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, quando sul Mediterraneo si era venuta a creare una configurazione meteorologica anomala per il periodo. Durante l’inverno, infatti, la corrente a getto (il jetstream), ossia i forti venti che spirano alle alte quote, era rimasta bloccata sull’Oceano Atlantico settentrionale, una situazione che ha abbassato le temperature delle acque atlantiche.

Questo ha avuto una forte ricaduta sull’andamento meteorologico dell’estate in corso prendendo il sopravvento sul caldo Mediterraneo. A questa situazione si è sovrapposto il fatto che l’alta pressione africana, che generalmente governa le estati e che si era fatta sentire in giugno, quest’anno è molto debole. Col risultato di giornate fresche e nessuna ondata di calore.

Quello che il riscaldamento globale ci porta via
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NON SENZA PRECEDENTI. La nostra memoria è però corta: a parere di molti, un’estate così non si era mai vista. Ma non è vero. Negli ultimi decenni ce ne sono state anche di peggiori, come le estati del 1972, del '76 o del '78 e altre ancora in quel periodo. In quegli anni le mancate estati calde sono state interpretate come un segnale del ritorno del clima verso un periodo di gran freddo, che poteva anche portare a una piccola era glaciale.

Solo in seguito, negli anni Ottanta e poi Novanta, quando le ondate di calore estive hanno iniziato a farsi profondamente sentire, si è capito che il clima virava verso un’altra situazione, e cioè verso il riscaldamento globale. E a tal proposito non va dimenticato che il mese di giugno appena trascorso è risultato a livello globale il sesto mese dell’anno più caldo mai registrato da oltre un secolo a questa parte.

1 agosto 2014 Luigi Bignami
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