Andiamo su Marte: la visione di Musk

Elon Musk, visionario patron di SpaceX, illustra al mondo ciò che vuole fare: una colonia umana sul Pianeta Rosso nell'arco della nostra vita.

Elon Musk ha una visione: un giorno, presto, l'umanità si spingerà per davvero lontano da casa, dalla Terra, e il porto più vicino è Marte. Succederà presto, e così diventeremo una specie "multi-planetaria". Tutto ciò che serve sono un sacco di soldi (e lui ce li ha), ancora più fortuna e una nave spaziale ridicolmente grande!

 

Nella notte di martedì (il 27 settembre), nel corso di una conferenza pubblica all’International Astronautical Congress (IAC) a Guadalajara, in Messico, Musk ha fatto il suo discorso più appassionato e dettagliato sulla necessità della colonizzazione dello Spazio (guarda). Un passo epocale e indispensabile, perché prima o poi, «un giorno, presto, », afferma, «ci sarà un evento di estinzione sulla Terra». Possiamo stare seduti ad aspettare «o diventare una specie capace di viaggiare nello Spazio».

 

E il primo passo è Marte, il nostro «polveroso vicino rosso: vogliamo rendere Marte una destinazione possibile nel corso della nostra vita». Il video qui sopra illustra lo scenario da cui prende avvio la visione di Musk: un razzo di 122 metri.

 

L'immagine qui sotto illustra invece le fasi del viaggio: al "punto 4" la navicella che, abbandonato ogni stadio del vettore, si avvia verso Marte. Musk prevede di poter riutilizzare tutti i componenti del sistema: un migliaio di volte il lanciatore, un centinaio di volte i serbatoi di carburante e una dozzina di volte la navicella, che nel viaggio di ritorno sarebbe alimentata da propellente prodotto su Marte.

 

Elon Musk e il suo visionario progetto per colonizzare Marte
| spacex

 

Elon Musk e il suo visionario progetto per colonizzare Marte
Clicca sull'immagine per avviare l'animazione. | spacex

Qui a fianco, una animazione: un dettaglio del rientro del lanciatore.

 

Al primo stadio, il lanciatore sviluppa una spinta di 12.000.000 di kg: è come legare insieme e accendere tutti in una volta 400 aerei Airbus 380 (il gigante dei cieli).

 

La finestra di lancio ottimale in direzione di Marte si ripresenta ogni 26 mesi, quando Terra e Marte sono appunto abbastanza vicini da poter iniziare un viaggio: la distanza tra i due pianeti varia da 56 a 360 milioni di chilometri (circa).

 

Alimentare l'astronave in più fasi è fondamentale, in primo luogo per i costi, perché ovviamente è più facile ed economico sollevare da Terra e portare in orbita componenti leggeri. Musk prevede infatti di poter posizionare in orbita le "cisterne" che permetterebbero alla navicella di rifornirsi, come in un pit stop alla stazione di rifornimento. E di produrre direttamente su Marte il carburante necessario per il ritorno. Per questo la soluzione migliore, scelta da SpaceX, è utilizzare metano e ossigeno che possono essere prodotti facilmente su Marte. Il propulsore a metano c'è già, si chiama Raptor, (il primo test di accensione è stato fatto qualche giorno fa).

 

Il piano non è (del tutto) inverosimile, almeno nelle sue linee generali. SpaceX ha già usato il suo Falcon per lanciare oggetti in orbita, e ha recuperato con successo sei di questi lanciatori. Il problema è che il Falcon è decisamente più piccolo del "razzo per Marte", ed è tutta da dimostrare la capacità di SpaceX di trasferire l'esperienza in dimensioni più grandi.

 

Elon Musk e il suo visionario progetto per colonizzare Marte
Clicca sull'immagine per avviare l'animazione. | spacex

Il successivo elemento chiave del progetto è la navicella che effettivamente trasporterà gli uomini e tutto ciò che serve sul Pianeta Rosso.

 

Nello Spazio, la navicella aprirà i suoi grandi pannelli solari, capaci di generare 200 kilowatt di potenza. In questa configurazione, e lanciata a quasi 100.000 km/h, si metterà in rotta verso la sua destinazione per un viaggio che potrebbe richiedere sei mesi o più.

Vedi anche: la distanza Terra-Marte in pixel e quanto tempo ci vuole a coprirla a circa 3 volte la velocità della luce...

Alle porte del Pianeta Rosso la nave dovrà prepararsi ad attraversare la sua atmosfera, dove si scalderà fino a 1.700 °C, e usando i suoi razzi dovrà manovrare per toccare dolcemente il suolo.

 

Elon Musk e il suo visionario progetto per colonizzare Marte
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Siamo su Marte! Musk immagina un'epoca in cui migliaia di navi partono ogni 26 mesi, ciascuna con un carico di 100 o anche 200 persone e tutto, ma proprio tutto quello che può servire, «dalle fucine per fondere il ferro ai forni per fare la pizza».

 

Con 10.000 voli si potrebbe costruire una civiltà autosufficiente su Marte in vent'anni. E se si riuscirà a produrre abbastanza energia, ci sarà anche abbondante disponibilità di acqua «perché ci sono enormi quantità di ghiaccio» sul nostro vicino.

 

Così, alla fine, si potrebbe perfino terraformare Marte, rilasciando in atmosfera enormi quantità di anidride carbonica per riscaldare il pianeta e riportare l'acqua allo stato liquido: creando cioè le condizioni di abitabilità per l'uomo: «Se riuscissimo a scaldare Marte, ci sarebbero di nuovo una spessa atmosfera e oceani».

 

E questo è tutto. Questa è la visione raccontata da Musk in una specie di I Have a Dream fantascientifico, tecnologico e pionieristico almeno quanto una nuova corsa all'oro. Però, prima di lasciarsi trascinare dall'entusiasmo, è bene sapere che ci sono incredibili sfide da vincere anche solo per arrivare alla rampa di lancio: SpaceX non ha finora mai costruito un razzo così grande (ha giusto acceso uno dei suoi possibili propulsori).

 

Sul numero di Focus in edicola fino al 21 ottobre 2016, vi spieghiamo come si stanno preparando gli astronauti che andranno su Marte. Foglia l'anteprima

Nessun uomo, solo o in compagnia, ha mai affrontato un simile viaggio e tutti i rischi connessi, dalla follia della solitudine alla cottura per effetto delle radiazioni.

 

Musk ha spiegato come intende intrattenere i coloni marziani durante il viaggio, ma ha sorvolato su come intende evitare di sottoporli a una quantità di raggi cosmici 7 volte maggiore di quella a cui sono sottoposti in 6 mesi sulla ISS.

 

Va anche detto che SpaceX non sta navigando in splendide acque, da quando il suo Falcon 9 è esploso sulla rampa di lancio, proprio pochi giorni fa.

 

Ma va dato atto che dopo soltanto 10 anni dalla sua fondazione (nel 2002), SpaceX ha iniziato a rifornire la Stazione spaziale internazionale (dal 2012), mettere in orbita satelliti per le telecomunicazioni e fare atterrare i suoi laciatori.

 

Infine, come non parlare di soldi? Se l'impianto di questo sogno fosse lo stesso che ci ha portato sulla Luna, rivela Musk, «fondare una colonia autosufficiente su Marte costerebbe 10 miliardi di dollari a persona. Noi vogliamo invece realizzarla a 200.000 dollari a persona, quanto il prezzo medio di una casa negli Stati Uniti».

 

Prima o poi si farà. Probabilmente.

28 Settembre 2016 | Raymond Zreick