Einstein rivive online

Una gran massa di documenti dlgrande fisico del Ventesimo secolo a disposizione degli interessati.

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Einstein rivive online
Una gran massa di documenti dlgrande fisico del Ventesimo secolo a disposizione degli interessati.
Albert Einstein ritratto in età avanzata. Il genio della fisica ha lasciato dietro di sè moltissimi documenti, consultabili on line.
Albert Einstein ritratto in età avanzata. Il genio della fisica ha lasciato dietro di sè moltissimi documenti, consultabili on line.
Più di 900 documenti scientifici e personali intrisi dei pensieri e delle emozioni di una delle menti più affascinanti del mondo, quella di Albert Einstein, sono disponibili online. Oltre alle voluminose collezioni delle sue scritture, alcune mai pubblicate prima e nessuna tra queste disponibile in precedenza in rete, il sito Internet ospiterà un database di 40mila documenti, immagini e ricerche sulla sua vita e il suo lavoro in formato digitale, compresa la corrispondenza professionale e personale.
In più, saranno disponibili pagine intere dei suoi quaderni degli appunti e diari di viaggio, così come documenti che confutano molte credenze popolari che esistono intorno al genio. Tra queste, la fama di essere un cattivo studente, di aver lavorato presso il governo americano su progetti top-secret come la bomba atomica quando, al contrario, è risultato che sia stato per anni monitorato dall'FBI come possibile elemento minaccioso per la sicurezza nazionale.
Due continenti al lavoro. Il nuovo sito Internet è il risultato della collaborazione tra l'archivio “Albert Einstein”, l'Università Ebrea di Gerusalemme e l'Istituto di Tecnologia di California. «Si tratta di un'interessante collaborazione tra due continenti che speriamo risulti utile alla pubblica opinione e ai ricercatori di tutto il mondo, ha affermato Diana Kormos Buchwald, dell' Istituto di Tecnologia californiano. Ci sono ancora 2mila pagine di annotazioni, verosimilmente scritte prima della morte di Einstein nel 1955, che devono ancora essere esaminate. La nostra ricerca, quindi, è ancora lunga», ha concluso Kormos Buchwald.

(Notizia aggiornata al 31  maggio 2003)

29 Maggio 2003