Scienze

È nato un bambino da uno sperma congelato 26 anni fa

Nel Regno Unito è nato un bambino da uno sperma criocongelato nel 1996: l'evento riapre un dibattito sulla questione, che rientra più nell'etica che nella biologia.

Il 20 ottobre scorso un 47enne britannico ha avuto un figlio dalla compagna 32enne: fin qui nulla di strano, se non fosse che gli spermatozoi usati per fecondare l'ovulo sono vecchi di 26 anni. Peter Hickles, questo il nome dell'uomo, aveva criocongelato il proprio seme nel 1996, quando a 21 anni gli era stato diagnosticato il linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico. Sotto consiglio dei medici l'uomo aveva deciso di congelare il proprio sperma, poiché la chemioterapia può causare infertilità.

Crioconservazione
La crioconservazione è una tecnica che permette di conservare materiale biologico (animale e vegetale) stoccandolo alla temperatura dell’azoto liquido (−196°C) o dei suoi vapori (−150°C). A questa temperatura i processi metabolici si arrestano a causa della mancanza di acqua allo stato liquido. La crioconservazione è oggi usata per la conservazione di ovociti, seme, zigoti e cellule staminali, per permettere una maggiore resa, per ciclo, nelle tecniche di fecondazione assistita, per il mantenimento della fertilità in pazienti affetti da particolari patologie tumorali e per altre patologie da cui può essere affetto l’uomo (fonte: Treccani). © Anamaria Mejia | Shutterstock

Figlio della legge. La coppia, che ha pagato 30.000 sterline per la fecondazione in vitro, ha potuto portare avanti la gravidanza grazie a un recente cambio nella legge britannica: fino al primo luglio di quest'anno, infatti, la legge consentiva la conservazione dei gameti (ovociti e spermatozoi) solo fino a 10 anni in situazioni normali, salvo qualche rara eccezione. Dall'1 luglio 2022 questo limite è stato esteso a 55 anni per tutti, consentendo a Hickles di realizzare il proprio sogno di paternità. In Italia la legge non prevede limiti di tempo alla crioconservazione dei gameti.

Questioni etiche. Secondo Allan Pacey, professore di andrologia all'Università di Sheffield, i limiti imposti dal governo britannico sono puramente burocratici, e non dettati da un effettivo rischio medico: «Credo che la questione abbia più a che fare con ciò che i membri del Parlamento ritengono più giusto per la società», afferma.

Se in effetti pensiamo a quello che potrebbe teoricamente accadere in Italia e nei Paesi dove questi limiti non esistono, si apre uno scenario fantascientifico: i bambini del futuro potrebbero nascere da personaggi storici, attraverso un "viaggio nel tempo" che impedirebbe loro di conoscere i genitori biologici. Secondo Lucy Frith, bioeticista all'Università di Manchester, potrebbero sorgere delle "discrepanze generazionali" che vedrebbero, ad esempio, un figlio più giovane (cioè partorito dopo) concepito da uno sperma più vecchio di quello che ha generato i fratelli o le sorelle.

Il caso di Hickles è raro, ma non unico: il record del lasso di tempo più lungo tra congelamento del seme e nascita di un bambino è di oltre 27 anni.

In futuro, bisognerà indagare anche le possibili ricadute psicologiche: «Pensiamo all'impatto emozionale di avere un padre biologico già morto da anni», sottolinea Julian Savulescu, professore di etica all'Università di Oxford. Insomma, la questione sfocia più nell'etica che nella biologia: e sono etiche le domande che bisognerà porsi per regolare la pratica della crioconservazione dei gameti.

4 dicembre 2022 Chiara Guzzonato
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