È la Giornata Mondiale dell'Acqua, ma quanti problemi

È la Giornata Mondiale dell’Acqua. Ieri in un rapporto pubblicato dall’ONU si legge che la necessità di avere acqua pulita e energia elettrica si è...

È la Giornata Mondiale dell’Acqua. Ieri in un rapporto pubblicato dall’ONU si legge che la necessità di avere acqua pulita e energia elettrica si è talmente aggravata che potrebbe avere ricadute assai gravi sull’umanità intera. Leggi lo speciale "La domanda di acqua dolce ed energia continuerà ad aumentare nei prossimi decenni per soddisfare le esigenze di crescita della popolazione e delle economie e questo sta amplificando notevolmente le attuali pressioni sulle risorse naturali limitate e sugli ecosistemi", dice il rapporto. Ad oggi 768 milioni di persone non hanno accesso a una fonte affidabile sicura di acqua, 2,5 miliardi non dispongono di servizi igienici decenti e oltre 1,3 miliardi non hanno rete elettrica. "La mancanza di accesso all'acqua, ai servizi igienici e all'energia sostenibile è un fattore aggravante della povertà”, ha detto Michel Jarraud, segretario generale dell'Organizzazione meteorologica mondiale. "Abbiamo bisogno di adottare politiche più integrate e strategie innovative per affrontare i problemi." Il quadro del prossimo futuro
Secondo il rapporto delle Nazioni Uniti la situazione presente e futura è questa: - La richiesta di acqua globale è destinata ad aumentare del 55 per cento entro il 2050. - Da allora, oltre il 40 per cento della popolazione mondiale vivrà in aree di "grave" stress idrico, molti dei quali nella vasta fascia di terra dal Nord Africa e dal Medio Oriente all'Asia sud-occidentale. - L’Asia sarà la più grande “area calda” del mondo per l’accaparramento di acqua, in quanto le fonti idriche sono a cavallo dei confini nazionali. "Le aree di conflitto includono il lago d'Aral e il fiume Gange-Brahmaputra, Indo e i bacini del fiume Mekong", dice il rapporto. - La domanda globale di energia è destinata a crescere di oltre un terzo entro il 2035, con la Cina, l'India e i paesi del Medio Oriente che vedranno un aumento del 60 per cento. - Nel 2010, la produzione di energia elettrica ha inghiottito 66 miliardi di metri cubi d’acqua. Per confronto è uguale alla portata media annua del fiume Nilo in Egitto.Entro il 2035, il consumo potrebbe aumentare dell'85 per cento, trainato dalla richiesta dei sistemi di raffreddamento delle centrali elettriche che funzionano con l'acqua. Le richieste anche per altri settori L’estrazione di gas e petrolio dai depositi di scisti e sabbie bituminose, trainata da un boom di richiesta di energia in Nord America, richiederanno enormi quantità d’acqua, superiori a quelli che oggi richiede l’agricoltura. E nonostante che le fonti rinnovabili, come l'energia solare ed eolica che utilizzano molta meno acqua stanno guadagnando terreno, e rappresentano circa un quinto della produzione mondiale di elettricità nel 2011, è difficile che cresceranno ancora di molto perché le fonti energetiche legati ai combustibili fossili continuano a ricevere notevoli sussidi governativi. Petrolio, gas e carbone hanno avuto sovvenzioni per 376 miliardi di euro nel 2011, quasi il 30 per cento in più rispetto al 2010, rispetto ai 55 miliardi di euro per le energie rinnovabili, fa presente il rapporto. Africa, America Latina e Caraibi hanno un sacco di potenziale idro-energetico, ma la costruzione di dighe idroelettriche è fortemente controverso. Grandi progetti ipotizzani che si potrebbe fornire gigawatt di potenza, ma i critici dicono che sono ecologicamente dannosi e richiedono costi enormi per la costruzione e la manutenzione. Il rapporto chiede uno sforzo globale per guadagnare in efficienza, sottolineando come i paesi aridi del Medio Oriente, tra il 15 e il 60 per cento di acqua viene sprecata attraverso perdite o evaporazione ancora prima che il consumatore apra il rubinetto.
22 Marzo 2014 | Luigi Bignami

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