Drink al microscopio

Le coloratissime geometrie delle più note bevande alcoliche svelate dalla luce di un microscopio polarizzatore: cocktail, vini e birre come non li avete mai visti (da sfogliare con moderazione).

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Trasformare un comune drink da bar in opera d'arte? Perché no. È proprio questa l'idea alla base della serie fotografica BevShots, un progetto che sfrutta una tecnica di visualizzazione usata nei laboratori scientifici per svelare la chimica nascosta nei drink consumati al bancone.

Michael Davidson, scienziato della Florida State University, ha avviato la serie fotografica per finanziare il laboratorio di chimica in cui lavora. Dopo un'intera carriera spesa a fotografare DNA e vitamine al microscopio, il ricercatore ha pensato di mettere sotto alla lente una goccia delle più popolari bevande alcoliche. Birre, vini, cocktail e liquori vengono fatti cristallizzare su un vetrino e poi osservati sotto a un microscopio a luce polarizzata, che svela geometrie e colori caleidoscopici.

Qui in particolare, una goccia di Vodka Tonic, un cocktail a base di vodka e acqua tonica.

La microscopia a luce polarizzata è solitamente sfruttata in ambito medico o mineralogico, per analizzare le proprietà ottiche dei cristalli attraverso i colori che trasmettono quando vengono attraversati da un fascio di luce passante attraverso appositi filtri.

I risultati migliori si hanno con campioni sottili e trasparenti che si lascino attraversare dalle onde luminose: queste subiscono deviazioni in base alla consistenza e alla composizione chimica della sostanza osservata. In questo caso, sul vetrino è finita una goccia di tequila.

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Il progetto ha riscontrato un buon successo di pubblico, tanto che gli scienziati hanno deciso di vendere online stampe delle bevande osservate. Ma anche sul loro sito campeggia la raccomandazione: decorate (le vostre case) responsabilmente. Come a dire, un drink ogni tanto sì, ma con moderazione.

Nella foto, un Bloody Mary, un cocktail a base di vodka e succo di pomodoro.

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Trasformare un comune drink da bar in opera d'arte? Perché no. È proprio questa l'idea alla base della serie fotografica BevShots, un progetto che sfrutta una tecnica di visualizzazione usata nei laboratori scientifici per svelare la chimica nascosta nei drink consumati al bancone.

Michael Davidson, scienziato della Florida State University, ha avviato la serie fotografica per finanziare il laboratorio di chimica in cui lavora. Dopo un'intera carriera spesa a fotografare DNA e vitamine al microscopio, il ricercatore ha pensato di mettere sotto alla lente una goccia delle più popolari bevande alcoliche. Birre, vini, cocktail e liquori vengono fatti cristallizzare su un vetrino e poi osservati sotto a un microscopio a luce polarizzata, che svela geometrie e colori caleidoscopici.

Qui in particolare, una goccia di Vodka Tonic, un cocktail a base di vodka e acqua tonica.