Dove tira il vento? Guarda le dune

Un esperimento sul campo in un deserto della Mongolia ha rivelato come nascono le dune e come vengono modellate dai venti. I dati serviranno a formulare previsioni meteo per altri corpi celesti come Marte e Titano.

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Elaborare previsioni del tempo per altri pianeti va, negli ultimi tempi, molto di moda (leggi qui gli ultimi, estremi tentativi in materia). Ma ora c'è uno strumento in più per capire quale sia la situazione meteo sui corpi celesti osservabili con orbiter e telescopi: guardare le loro dune (ove presenti).

Un esperimento di quattro anni compiuto in un deserto terrestre ha rivelato come i venti che soffiano sul nostro pianeta creino queste montagne di sabbia a partire da zero, e ne determinino la forma. I dati estrapolati dagli scienziati potrebbero essere utilizzati ora per capire l'orientamento dei venti su altri pianeti del Sistema Solare.

 

Un mare di dune
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Nel 2008, Clément Narteau e i suoi colleghi del Global Institute for Physics di Parigi hanno utilizzato un bulldozer per appiattire 160 mila metri quadrati di dune di sabbia nel deserto del Tengger, nella Mongolia Interna. Nei tre anni e mezzo successivi, l'equipe ha attentamente osservato la formazione e l'evolversi delle nuove dune, e monitorato attentamente direzione e intensità dei venti nella zona.

Una ricerca sul campo (pubblicata ora su Nature Geoscience) che - anche a detta di fisici ed esperti meteo che non hanno partecipato allo studio - è piuttosto eccezionale: non capita spesso di vedere crescere una duna praticamente dal nulla.

 

I deserti più belli
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Dalle analisi dei dati e delle immagini è emerso che a scolpire le nuove dune sono stati i due venti prevalenti che spazzano il Tengger in due diversi momenti dell'anno. L'orientamento finale dei rilievi di sabbia risulta da una sorta di compromesso tra direzioni, durata e intensità degli opposti flussi d'aria. I granelli si dispongono l'uno sopra l'altro perpendicolarmente alla direzione di ogni vento formando le caratteristiche e continuamente mutevoli "creste".

«Abbiamo dimostrato che le dune possono essere utilizzate per capire l'orientamento e l'intensità dei venti» afferma Narteau, che progetta ora di esaminare - con il nuovo modello elaborato - la forma delle dune di Marte e Titano, la più grande luna di Saturno.

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Tutti nel deserto
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14 gennaio 2014 | Elisabetta Intini