I dinosauri giganti sono molto più antichi del previsto

Il fossile di una nuova specie vissuta 200 milioni di anni fa appartiene a un esemplare che doveva raggiungere le 10 tonnellate di peso: tre volte più imponente del più grande dinosauro della sua stessa epoca noto finora.

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Una ricostruzione dell'Ingentia prima, con uno spaccato di ossa e organi interni. In verde nel disegno un apparato polmonare simile a quello degli uccelli, che permetteva una respirazione rapida e la gestione del calore corporeo, fondamentale per un animale di quella stazza.|Jorge A. González

I dinosauri giganti non furono una prerogativa del Giurassico: i resti rinvenuti in Argentina di una specie finora sconosciuta dimostrano che queste creature sviluppavano dimensioni colossali per difendersi dai predatori già nel tardo Triassico, almeno 200 milioni di anni fa. Le ossa fossili ritrovate nella formazione Balde de Leyes, una sorta di primitiva savana a circa 1.100 km da Buenos Aires, appartengono a un colossale erbivoro vissuto attorno ai 205 milioni di anni fa, un giovane lungo 6-7 metri e pesante 10 tonnellate (quanto due o tre elefanti africani).

 

Gli esemplari adulti di questa specie, ribattezzata Ingentia prima (il primo gigante, in latino), dovevano raggiungere i 10 metri di lunghezza: erano sauropodi dal collo e dalla coda lunga, simili nell'aspetto, ma in dimensioni ridotte, al Diplodocus, che sarebbe apparso sulla scena quasi 50 milioni di anni più tardi.

 

Gli scavi nel sito di Balde de Leyes, dove a partire dal 2001 sono venuti alla luce i fossili di centinaia di esemplari. | Cecilia Apaldetti via BBC news

Tutto relativo. Sebbene la specie impallidisca davanti al Patagotitan mayorum, il più grande dinosauro terrestre che visse nel Cretaceo, 101 milioni di anni fa, e che poteva raggiungere i 36 metri di lunghezza, l'Ingentia prima era tre volte più imponente del più grande dinosauro della sua stessa epoca di cui fossimo a conoscenza.

 

Le dimensioni sono state dedotte da una manciata di vertebre dal collo alla coda, nonché da resti ossei delle zampe anteriori e posteriori. Il dinosauro attraversava periodi stagionali di crescita accelerata, con un accumulo di tessuto osseo molto più rapido rispetto alle specie contemporanee. Le cavità presenti nelle sue ossa le rendevano più leggere e capaci di un rapido sviluppo.

Antichi colossiLa scoperta descritta su Nature Ecology & Evolution è stata una sorpresa, per i paleontologi: era comune opinione che il gigantismo si fosse diffuso durante il Giurassico, attorno a 180 milioni di anni fa, per poi esprimersi al massimo nel Cretaceo (manifestandosi in modo più evidente nei titanosauri). Il team della San Juan University (Argentina) che ha scoperto la nuova specie, stava studiando l'evoluzione dei dinosauri del Triassico, il periodo in cui queste creature iniziarono ad apparire, in taglie per lo più contenute. L'Ingentia fu la prima specie nota a esprimere i tratti del gigantismo.

 

17 Luglio 2018 | Elisabetta Intini