Il T. rex non poteva estrarre la lingua come si vede nei film

La maggior parte dei dinosauri l'aveva "incollata" alla parte inferiore della bocca, come gli alligatori odierni. Più flessibile era quella degli pterosauri: forse per ragioni legate al volo.

t.rex
La ricostruzione di uno scheletro di T. rex al Museo di Storia Naturale dell'Università di Oxford.|David Skinner, Flickr

Se siete appassionati di preistoria vi sarete imbattuti in diverse ricostruzioni cinematografiche o museali di dinosauri con le fauci spalancate e la lingua protesa verso l'esterno, quasi a pregustarsi il pasto. Benché suggestive, queste immagini potrebbero essere però un po' lontane dalla realtà: uno studio pubblicato su PLOS One suggerisce che la maggior parte dei dinosauri, e in particolar modo quelli carnivori, aveva lingue poco mobili, più simili a quelle di alligatore che di lucertola.

 

I paleontologi dell'Università del Texas ad Austin e dell'Accademia Cinese delle Scienze sono giunti a questa conclusione confrontando l'osso ioide, che si trova alla radice della lingua, di fossili di dinosauri e di moderni uccelli e coccodrilli (i loro più vicini discendenti). Al di là del "fare le pulci" alle rappresentazioni scenografiche di dinosauri, la ricerca individua una relazione interessante tra mobilità della lingua, alimentazione e sviluppo del volo. Della lingua dei dinosauri non si parla spesso, ma questa struttura può dare informazioni sulle abitudini di vita e sull'alimentazione delle antiche creature.

Fuori la lingua! Gli scienziati hanno comparato l'osso ioide e i muscoli connessi di una serie di fossili di dinosauro rinvenuti in Cina (inclusi alcuni pterosauri e un Tyrannosaurus rex) e 15 esemplari odierni, tra cui alligatori e 13 specie di uccelli, come struzzi, emù, fagiani e oche. L'osso ioide dei dinosauri somigliava a quello di coccodrilli e alligatori: era corto, semplice e connesso alla lingua, che doveva perciò essere per lo più "incollata" alla parte inferiore della bocca.

 

Al contrario, gli uccelli hanno lingue affusolate, lunghe e mobili, sorrette da ossa ioidi dalla forma a Y: due protuberanze ossee puntano al retro della bocca, mentre una sezione centrale allungata, attorno alla quale si sviluppa la lingua, si protende all'esterno. I muscoli sono attaccati ad essa, e tutto l'insieme è estremamente flessibile.

 

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Un aiuto in più. Anche la lingua degli pterosauri, i rettili volanti del Mesozoico, che presentano diverse convergenze evolutive con gli uccelli, avevano ossa ioidi elaborate e lingue mobili. L'ipotesi è che questa caratteristica fosse legata, in termini evolutivi, alla necessità di compensare la "mancanza di manualità" dovuta alla presenza delle ali. In assenza di arti anteriori mobili e prensili, serviva una struttura capace di manipolare le piccole prede e masticare il cibo (che, al contrario, i dinosauri carnivori strappavano e inghiottivano).

 

I dinosauri erbivori come gli Ornitischi (un grande gruppo che comprendeva il triceratopo e l'anchilosauro) presentavano invece ossa ioidi piuttosto articolate (e quindi lingue "mobili") pur non avendo ali: forse, per favorire la masticazione.

26 Giugno 2018 | Elisabetta Intini