GOCE esplora il mantello terrestre

Il satellite GOCE ha rilasciato nuove visualizzazioni gravitazionali dell'interno della Terra che illustrano la densità della roccia fino 2 mila km sotto la...

Il satellite GOCE ha rilasciato nuove visualizzazioni gravitazionali dell'interno della Terra che illustrano la densità della roccia fino 2 mila km sotto la superficie: eruzioni vulcaniche e terremoti sono le dirette conseguenze dei movimenti qui rappresentati.

 

Le differenze di densità della Terra come appaiono al satellite Goce.

Grazie al satellite dell'Agenzia Spaziale Europea Goce che partito nel 2009 ha terminato la sua ricerca operativa lo scorso mese di novembre (guarda dove si è disintegrato), abbiamo ora un quadro molto più preciso della struttura interna della Terra. I risultati delle sue osservazioni sono analizzati in una ricerca, divulgata dalla rivista Nature, realizzata dall'Istituto di Fisica della Terra di Parigi (Francia). Il satellite era in grado di evidenziare le più piccole variazioni di gravità al di sotto della superficie della Terra valutando come quest'ultima "attirava" il satellite verso di essa. [Guarda anche: la Terra bitorzoluta ripresa da GOCE] Dopo aver ripulito dalle anomalie quanto prodotto e causato dalla crosta terrestre, le altre anomalie sono state interpretate come risalite di magma dal profondo del pianeta.
«In questo modo - spiega Isabelle Panet, autrice della ricerca - abbiamo potuto stabilire non solo dove vi sono risalite di magma, ma anche da quale profondità, arrivando anche a 2.000 km sotto la superficie terrestre».
Sempre facendo riferimento all'attrazione gravitazionale subita dal satellite la ricercatrice ha potuto scoprire anche la antiche e recenti zone di subduzione e di apertura della litosfera terrestre (la litosfera è la parte più superficiale della Terra composta dalla crosta e dalla porzione di mantello rigido. Le zone di subduzione sono quelle dove due placche della Terra si scontrano ed una va sotto l'altra).

Nel cerchio la macchia blu indica quanto rimane sotto la crosta terrestre dell'antica Tetide

La Tetide scomparsa Così Panet ha trovato zone di subduzione antiche in India e in America che risalgono a 60 e 150 milioni di anni fa. Oltre a tutto ciò Panet ha messo in luce anche ciò che rimane dell'antico Oceano Tethys che dall'Oceano Atlantico si spingeva fino all'Asia e che si chiuse tra 40 e 50 milioni di anni fa, stretto nella morsa dell'India, dell'Africa e dell'Europa. A cosa serve questa ricerca? Soprattutto a definire con precisione la struttura interna del nostro pianeta da cui dipendono le manifestazioni superficiali più imponenti, dai terremoti ai vulcani. Fino ad oggi i dati dell'interno della Terra sono stati ottenuti grazie alle onde sismiche prodotte dai grandi sismi o dalle esplosioni nucleari sotterranee. Ma il quadro prodotto dalle onde sismiche non è di dettaglio come quello che permette di ottenere lo studio della densità di ciò che sta sotto di noi. La ricerca comunque non è terminata in quanto i dati di Goce permetteranno di ottenere ulteriori e più importanti informazioni che ancora attendono di essere elaborate con i più potenti calcolatori  
28 Gennaio 2014 | Luigi Bignami